10 agosto 2020

Lettere

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09.12.2019

Non diventino un partito

Egregio direttore, considerata la mia età, potrei essere una sardina in salamoia. Comunque, sempre ottima per i condimenti. E, proprio in qualità di condimento, sabato ero presente alla riunione delle sardine bresciane in piazza Vittoria, insieme alla Sardina con la quale nuoto da più di quarant’anni. La piazza era quasi piena, considerate le persone che affollavano le gradinate. Una folla eterogenea, composta da argentee sardine guizzanti e da sardine che di argento avevano i capelli, ma che, a Brescia, nessun partito di destra o di sinistra (il centro non esiste) riusciva a radunare da tempo. E questo è motivo di speranza. Una voglia di partecipare in prima persona, attivamente, oltre i partiti. Non contro i partiti. La piena consapevolezza di star vivendo un periodo cruciale della storia della nostra nazione, contro i rinascenti sovranismi, i suprematismi bianchi, i razzismi, gli insulti alla Segre, i cori razzisti degli stadi (specchio dell'ignoranza elevata a superbia), gli odiatori, gli intolleranti, i vigliacchi che insultano via twitter nascosti dietro pseudonimi; contro i negazionisti e gli antisemiti. E contro i professori di filosofia del diritto (filosofia del diritto!, ma vi rendete conto?) che inneggiano pubblicamente a Hitler e che, vigliaccamente, una volta scoperti, si appellano alla libertà di pensiero, conquista della democrazia occidentale. Gliela vada a raccontare a Hitler la libertà di pensiero e vediamo che fine farà l'esimio professore di filosofia del diritto! Le sardine non sono semplicemente un movimento. Sono un «clima», la voglia di un pensiero alto, il riappropriarsi di un pensiero critico svincolato dai facili luoghi comuni dell'ignoranza. La voglia di una politica che non parli alla pancia della gente (parlare alla pancia della gente non è indice di furbizia elettorale, ma un insulto alla gente!), ma alla testa e al cuore delle persone. Per questo, io credo che le sardine non debbano trasformarsi in un partito politico (ancora un altro?), ma debbano tenere vivo un «clima», allargare la coscienza collettiva e battersi per gli ideali cardine di una società coscientemente democratica: libertà, solidarietà, integrazione, carità. E per la ricaduta di questi ideali nell'agire politico quotidiano. La carità? Sì, la carità. La carità (concetto laico/religioso) è «il fare», l'agire concreto, il farsi carico personalmente e collettivamente dei problemi concreti delle persone e l'associarsi per cercare di risolverli insieme, senza attendere che lo faccia qualcun altro al posto nostro: ad esempio, lo Stato. Un antico proverbio africano recita: «Se vuoi arrivare primo, corri da solo. Se vuoi arrivare lontano, cammina insieme». Bene. E allora camminiamo insieme, sardine di tutti i mari e di tutti i laghi, sardine di acqua salata e di acqua dolce. Enrico Gandolfini BOTTICINO

Enrico Gandolfini
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