03 giugno 2020

Lettere

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13.03.2020

Ricordando Eugenio Zanotti

Egregio direttore, nei giorni scorsi è venuta a mancare la figura di Eugenio Zanotti, che vorrei ricordare così. Caro Eugenio, ti scrivo questa lettera pubblica per ricambiare il tuo affetto e la tua stima di tanti anni fa (anch’essi pubblici, proprio su questo giornale, nella medesima rubrica). Te la devo dall’ormai lontano dicembre 1998, quando le nostre strade improvvisamente si separarono. Si interruppe allora, infatti, per motivi che qui non importa ricordare, un solido sodalizio (io bibliotecario, tu utente settimanale del venerdì mattina) più che decennale alla biblioteca del Museo Civico di Scienze Naturali cittadino. Un sodalizio fatto di libri e riviste consultati con perizia, di tantissime fotocopie, di suggerimenti per l’incremento delle raccolte librarie e documentarie. Ma anche di utili consigli per la compilazione del catalogo informatizzato (allora agli inizi) concretamente sfociati, all’interno del campo dell’abstract, nell’elencazione dei nomi scientifici delle piante vascolari, oggetto delle tue ricerche come in di quelle dei soci dell’Associazione Botanica Bresciana, accanto ai nomi geografici della loro distribuzione territoriale. Anche se oggi gli abbonamenti ai periodici e gli acquisti delle monografie alla biblioteca del Museo hanno subito un drastico ridimensionamento (azzeramento?) e gli abstract del catalogo sono stati pressoché cancellati da una migrazione scellerata verso altre basi di dati bibliografiche, quella fu, grazie alle capacità e ai finanziamenti messi in campo dagli amministratori e dai funzionari, ma anche grazie ai tuoi preziosi consigli, una stagione costituente di qualità, che meritava, forse, una continuità più intelligente e più sostenuta da adeguate risorse. Ma non ti ho stimato solo per l’interfaccia professionale (come non ricordare l’elenco bibliografico sulle piante vascolari del Bresciano compilato dallo scrivente insieme a te, Franco Fenaroli e Silvio Frattini, pubblicato a stampa sull’annuario del Museo Natura Bresciana) ma anche e soprattutto per la tua simpatia nonché spessore umano e per le tue abilità di divulgatore. Perché eri capace di far sbellicare gli interlocutori con una barzelletta raccontata magistralmente, ma anche di commuoverli, dopo breve introduzione, con le canzoni – «Lontano lontano» come esordio e «Cara maestra» come bis abituale - di Luigi Tenco (strimpellate alla chitarra) durante uno dei tanti incontri conviviali. Perché eri in grado di tenere una «lezione» divulgativa sulle piante selvatiche commestibili alternando l’italiano, il dialetto e il latino. Perché hai curato per otto anni – dal 1984 al 1992 – sul quotidiano che oggi ospita la mia lettera la rubrica settimanale «Piante e fiori della nostra terra». Altri meglio di me e in altri contesti sapranno fare un bilancio a proposito delle tue pubblicazioni scientifiche – di diversa consistenza – in ambito botanico (un centinaio a partire dal 1987) come anche a proposito del tuo impegno come consigliere comunale a Orzinuovi. Io voglio ricordare, invece, un tuo «esercizio di memoria» particolarmente convincente poiché non solo documentato ma anche commosso e partecipe, a proposito della vicenda esistenziale di Bortolo Zanotti, tuo zio paterno: «Bortolo Zanotti. Biografia, opere e poesie. Fondatore della Biblioteca civica di Orzinuovi, sottotenente medico nel battaglione alpini Saluzzo, decorato al valor militare», La Compagnia della Stampa 2011. Sono certo mi perdonerai se rispondo alla tua lettera dopo tanti anni e solo adesso che non ci sei più, superando le ritrosie e i tanti pudori che allora mi impedirono di risponderti come meritavi; sono altrettanto certo che ti sarà comunque gradita. Voglio però ricordarti com’eri, voglio pensare che ancora mi ascolti e che come allora sorridi come nella struggente fotografia che il comune amico di un tempo Enzo Bona ha impiegato per aggiornare l’immagine di copertina del Gruppo Botanica Rhaetica su Facebook. A questa lettera si associano, nello spirito di amicale e commosso congedo, se non proprio in tutti i passaggi del testo, Sergio Baraggi, Loredana Baronchelli, Luca Caniato, Valter Marmaglio e Sergio Raineri. Anche se non gliel’ho chiesto loro sanno perché. Un abbraccio affettuoso a Gabriella e Bruno, naturalmente. Ismaele Pedrini

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