29 maggio 2020

Lettere

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04.12.2013

Se l'Italia si affida al "leccapiedismo"

Il «Leccapiedismo» è una filosofia di vita. Il Leccapiedi è una persona viscida, che si comporta in modo servizievole per ottenere aiuti particolari da parte di qualcuno. E' caratterizzato dalla smania di arrivare in cima, ed ottiene gratificazione dalla visibilità che ha, o crede di avere. Pronto a dare ragione a chiunque potrebbe tornargli utile, pronto a colpire un possibile rivale (liberamente tratto dal blog "Politically Incorrect magazine del libero pensiero").
Attenzione: i ruoli "rivale/alleato" non sono fissi e ben delineati, potreste ritrovarvi nell'uno e, poco dopo, nell'altro.
L'Italia è un Paese lento, a corto di "energia umana". Un Paese non al passo dei tempi, guidato da chi interpreta quest'epoca con sguardo miope, non focalizzato sulle prospettive future. Non parlo della tanto vituperata classe politica: essa è uno specchio, una conseguenza della nostra società.
L'Italia non è un Paese per giovani (se non alcuni). L'Italia non è un Paese per vecchi (se non alcuni). Arranchiamo in quanto il nostro sistema si poggia su di un modello obsoleto, caratterizzato fortemente dalla gerontocrazia e dal clientelismo/leccapiedismo. Dirigenti anziani, o giù di lì, di stampo non riformista, reiterano un sistema basato sul delicato rapporto tra il grado di influenza di uno o più individui e le persone che, come satelliti, gravitano attorno ad esse in un reciproco scambio di favori non indirizzati al bene dell'ente, dell'azienda, della società. E' così che il normale, e sano, giro di conoscenze vira spesso verso un malcostume difficile da sradicare, che può sfociare nella corruzione. Inoltre, l'incapacità di vedere o accettare i cambiamenti socio/culturali in atto (pur se in buona fede) dà luogo allo sviluppo di progetti e soluzioni non funzionali, o dai costi spropositati.
Una valutazione obiettiva del capitale umano è quasi totalmente assente, talvolta per scelta, talvolta per la crescente incompetenza nel giudicare le qualità di in individuo: conoscenze, capacità, pensiero critico (necessario al Problem Finding, Problem Solving, Problem Shaping), intelligenza emotiva ed intelligenza sociale. Questo, alla lunga, si ripercuote negativamente sulla carriera e sulla retribuzione della "vittima", causandogli insoddisfazione, mancanza di entusiasmo, distacco tra il "proprio bene" ed il "bene dell'azienda".
La continua "fuga di cervelli", pur causata da altri importanti fattori, è pertanto fisiologica. Personalmente ritengo questo termine, fuga, denigratorio, visto che la ricerca di una nuova esperienza lavorativa non è una fuga dalle proprie responsabilità, bensì la ricerca di un luogo in cui sviluppare al meglio le proprie capacità; l'ottenimento di una maggiore gratificazione personale non si scontra con il bene della società, al contrario di pratiche quali Clientelismo, Familismo, Leccapiedismo.
La meritocrazia non sarà perfetta, ma la ritengo funzionale e necessaria alla salvezza del nostro futuro.
Per quanto possiate, smettete quindi di lamentarvi e fate sentire la vostra voce contro le più diffuse pratiche antisociali: sarà un bene per voi, sarà un bene per il nostro paese.
Michele Rezzola

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