15 luglio 2020

Lettere

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17.05.2020

Un contagio prevedibile

Egregio direttore, la mia età di chi ha vissuto dal 1942 mi consente di fare alcune semplici riflessioni, avendo avuto modo di occuparmi di politica sanitaria, scolastica ed urbanistica dal 1970 al 1990 per la prima e tuttora di urbanistica ed ambiente. Ciò mi accade in particolare quando assisto ai messaggi di Sergio Mattarella «coetaneo ed apparentemente fisicamente gemello», il che mi porta a un confronto tra la nostra generazione e l'attuale con la conclusione che, allora come oggi, siano fondamentali per la società un'intelligenza coniugata a coerenza, competenza ed onestà intellettuale. Mi auguro che dietro i suoi messaggi, condivisibili nella forma e nel riferimento alla Costituzione, ci sia lo stesso «eufemistico» disagio nel vedere un' Europa contraddittoria, su cui si è chiaramente espresso, ma sopratutto nel vedere quasi sempre in politica, nei mass-media, nei social, l'assenza di quell'intelligenza e di previsione del futuro coniugate appunto a coerenza, competenza e onestà intellettuale. Situazioni non nuove anzi forse proprio ereditate da un certo modo spesso consolidato nel passato, ma purtroppo peggiorato. Quando penso in campo sanitario all’istituzione delle Ussl lombarde che ho conosciuto dirigendo la n. 35 ovvero quel territorio oggi massacrato dalla pandemia e che invece allora si prefiggeva il lancio della medicina preventiva, mi chiedo se ciò sia avvenuto e concludo positivamente in gran parte e solo nel nord, privilegiando sempre una sanità ospedaliera ad alto livello, pur con una rete di medicina di base preparata: purtroppo è mancata un'adeguata previsione di attrezzature adeguate a probabili infezioni ed epidemie già da anni e da tempo annunciate, ma questo non certo solo al nord. Questo è il punto centrale che, oltre ad aver colpito paradossalmente i nostri territori, evidenzia oggi tutte le responsabilità e le contraddizioni sull'applicazione dell'art. 117 comma Q della Costituzione: assistere oggi al palleggio di responsabilità, ignorando i ritardi, le contraddizioni dei politici e non lascia basiti e ci consola affidarci alla nostra intelligenza e alla fattiva generosità del personale sanitario, nella speranza che la società che in gran parte è meglio di molti politici che male la rappresentano, quando evidenzia incoerenza, incompetenza accompagnate da supponenza, disonestà intellettuale, in ciò spesso con la continua e sistematica collaborazione di giornalisti, conduttori televisivi e in questa pandemia anche dalla miriade di esperti spesso alla ricerca di visibilità dando notizie non supportate da dati scientifici ma solo semplici opinioni. Gianmarco Pedrali PALAZZOLO SULL’OGLIO

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