02 luglio 2020

Lettere

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21.05.2020

Urge rafforzare la maggioranza

Cosa ha detto di eclatante l’onorevole Andrea Orlando? Che «nelle prossime settimane vedremo attacchi al governo finalizzati alla sua caduta, ispirati anche da centri economici e dell’informazione». Condivido, è la fotografia dei fatti. Ma se l’attacco è di tale insidiosità è pure indispensabile porsi il problema di «come» fronteggiarlo. Basta una chiamata alle armi in difesa di Fort Apache? Ciò che è necessario – ma ancora carente - è la risposta politica e di governo alla profondità della crisi, che non può rimanere la stessa predisposta nella fase pre-Covid. «Resistere, resistere, resistere» potrebbe essere la bandiera d’una coalizione, quand’anche minoritaria, ma sorretta da uno spirito «eroico» di resistenti animati da ferrea convinzione, unità e capacità. Ma è di tal fatta il nostro «spirito del tempo»? L’evocazione stessa delle elezioni anticipate sarebbe efficace se la maggioranza - PD, M5S, Leu, IV - si presentasse unita a tale appuntamento. Ma già sappiamo – senza alcun dubbio amletico - che per ora non è così. Quindi ci si ritroverebbe pure con un PD solitario al 22% e con questo suo fallimento di Governo. Ritengo che la forza dell’attacco - evidenziato da Orlando - sia data proprio dalle debolezze della maggioranza di Governo. È proprio questo fatto che rende più agguerriti gli avversari, che confidano proprio nello sbrego delle palizzate di Fort Apache. E agiscono di conseguenza. Ritengo inadeguate le risposte finora date. Due anni ancora così non si reggono e il PD si ritroverebbe messo poi al giogo obbligato o d'un voto privo d’una alternativa democratica, o come l'appendice d'un «governissimo» imposto dalla Destra. Da questa realistica convinzione, e non da illusioni, si deve ripartire. L’offensiva in atto - certo alimentata anche dagli appetiti finanziari - s’incunea nello squilibrio esistente tra le enormi risorse messe in campo e il deficit di autorevolezza del Governo. Parlo d’una autorevolezza in rapporto al Paese, prima che al Palazzo. Con ricorrenti divisioni che stanno stringendo il laccio al collo anche degli stessi protagonisti d’una tale politica corsara, di Italia Viva e M5S. Ecco perché ritengo che proprio dall’emergenza, debba venire oggi la spinta - di fronte al Paese – d’una risposta politica di rafforzamento della attuale maggioranza, di un suo allargamento, a maggior ragione in presenza di un Centro Destra sempre più diviso. Per una riqualificazione, anche programmatica, del Governo Conte, consapevoli che alcuni ministri - anche del PD e non solo del M5S - sono inadeguati. Parlo del recupero d’un deficit di governo agli occhi del Paese, che viene addirittura aggravato dalla enorme quantità delle risorse anti-crisi messe in campo! Renzi vuole un nuovo «contratto»? Senza ingenuità, ma pure senza paura della propria ombra si apra un confronto vero e ...si veda! Se c'è del buono lo si colga, se c'è del trucco lo si lascia! Il recupero d’un rapporto con Bonino e Calenda di cui non si colgono segni. Il valore dei Sindaci, espresso da un civismo che si è misurato – si veda in Lombardia, Milano, Brescia, Bergamo…- nell’emergenza Covid. Con quel rilievo da «classe dirigente nazionale», su cui è intervenuto anche il sindaco Del Bono in un convegno agli Artigianelli. Per dire poi anche del mondo dell’impresa e del lavoro, di Cgil, Cisl e Uil, con il ruolo decisivo da loro svolto in fasi cruciali. E su cui si sta cimentando con incisività anche la nuova leadership di Maurizio Landini. Insistente è l’obiezione che anche un semplice «rimpasto» di Governo ci esporrebbe al rischio d’una crisi. Sono convinto del contrario. A maggior ragione dopo il voto di maggioranza – molto significativo proprio sul piano politico – che ha respinto le mozioni di sfiducia per il ministro Bonafede. Se in presenza d’una discontinuità e d’una nuova fase di ricostruzione anti Covid non si è in condizione di rafforzare la maggioranza di Governo - chiudendo i varchi aperti con una nuova più robusta palizzata - vuol dire che non siamo neppure in grado di reggere l’offensiva in atto contro il Governo e che il destino è bell’e che segnato. Da parte mia resto convinto del contrario, a condizione di interpretare lo spirito della ricostruzione, che non è quello di imboscarsi, ma di far fronte all’emergenza sociale. Di rafforzare Governo e maggioranza, guardando al Paese delle forze sociali, civiche e delle comunità locali. Ma, qui e ora, questo va fatto! Prima che l’attacco al Governo si trasformi in tempesta. Infatti solo se si parte dal Paese reale poi… l’Intendenza – ovvero gli abitanti di alcuni Palazzi e di relativi caveau – seguiranno. Come da tempo: democrazia «versus» economia. Quindi anche poco di nuovo sotto il sole. Claudio Bragaglio

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