30 novembre 2020

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24.10.2020

A+B Gallery: Big Bang Art a Brescia

A+B Gallery: «15 → The Waiting Hall» in esposizione«Au langage» di Fabrizio Saiu  in scena questa sera alle 20 in  Corsetto Sant’Agata
A+B Gallery: «15 → The Waiting Hall» in esposizione«Au langage» di Fabrizio Saiu in scena questa sera alle 20 in Corsetto Sant’Agata

Big Bang Art! Prego accomodarsi: «Alla fine del XX secolo, il pensatore francese Félix Guattari ha avvertito del ritorno della questione della soggettività all'inizio del nuovo millennio. Ha incoraggiato tutte le discipline a combinare la loro creatività per scongiurare la barbarie e l'implosione mentale che potrebbero risultare dall'accelerazione che le nostre vite tecnologicamente mediate portano con sé… Oggi osserviamo come si stanno realizzando le sue previsioni: assistiamo ad un aumento dei disordini psichici e sociali dovuti al proliferare di fenomeni ed eventi che sfuggono al nostro controllo. In effetti, non abbiamo il tempo di pensarci in modo critico. Ci troviamo in mezzo al caos senza trovare una via d’uscita». DALL’IMPLOSIONE all’ispirazione, dalla visione all’espressione: ad A+B Gallery di Corsetto Sant’Agata, in città, «15 → The Waiting Hall» ingloba proposte artistiche «che non cercano di stabilire un unico significato ma espongono le traiettorie plurali e divergenti degli artisti selezionati nonché le loro capacità uniche di plasmare nuove sensibilità nell'arte contemporanea». Quindici in totale, italiani e internazionali: da Hermann Bergamelli a Max Frintrop, da Marco Gobbi a Osamu Kobayashi, da Simon Laureyns a Nazzarena Poli Maramotti, la mostra (in collaborazione con Arengario Studio Bibliografico) «cerca un momento di transito, è un luogo di attesa all’interno di una ritmica più ampia, un insieme di opere e pensieri collegati in forma di mostra che tratta le novità dagli atelier e alcune scelte di galleria». Ancora, tra incroci, connessioni e sperimentazioni, in «15 → The Waiting» trova la sua dimensione anche l'ossessiva poesia matematica di Hanne Darboven, attraverso la presentazione di una selezione di libri e documenti originali (corrispondenti alla sua produzione degli anni '80 e '90) grazie appunto alla collaborazione con L'Arengario, dov’è parallelamente in corso la mostra «Hanne Darboven 1968 - 1980», curata da Valentino Tonini e organizzata con Alex Bacon: «Questi materiali, esposti in vetrina, ci spingono a considerare le rotture e le continuità della storia nella cultura occidentale, formulando, allo stesso tempo, nuove domande sulla deriva dell'epoca attuale e sul suo rapporto ambiguo con il passato. Siamo su una soglia, è ancora troppo presto per sapere cosa ci riserva il divenire...Questa mostra è un invito a vivere la situazione di attesa senza angoscia, a rompere i ritmi patologici che bloccano la nostra capacità di godimento estetico e ad entrare in sintonia con la polifonia di colori, significati, linee di fuga e tocchi alternativi che servono per incontrarci». Fino al 28 novembre (www.aplusbgallery.it). •

Elia Zupelli
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