30 settembre 2020

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29.01.2020

Al Vittoriale sorge l’alba del nuovo soul

Michael Kiwanuka: cantante e chitarrista britannico, ha 32 anniI Subsonica alla Festa di Radio Onda d’Urto AGENZIA FOTOLIVE
Michael Kiwanuka: cantante e chitarrista britannico, ha 32 anniI Subsonica alla Festa di Radio Onda d’Urto AGENZIA FOTOLIVE

Tener-A-Mente porta sul Garda la voce più importante del soul contemporaneo: al festival del Vittoriale di Gardone Riviera, edizione 2020, arriva Michael Kiwanuka, cantautore britannico già ampiamente riconosciuto come talento guida della nuova black generation. Appuntamento fissato a venerdì 24 luglio, biglietti in vendita da domani alle 11 su anfiteatrodelvittoriale.it (con anteprima di 24 ore per gli iscritti alla newsletter). I prezzi vanno dai 60 euro della poltronissima ai 33 della gradinata. Origini ugandesi, classe 1987, nato a Muswell Hill, sobborgo nella zona nord di Londra di antiche ascendenze musicali, celebrato per altro anche dai mitici Kinks di Ray Davies con un favoloso concept album del 1971 («Muswell Hillbillies»), Kiwanuka è già stato da più parti definito come il più grande soulman vivente: uno dei pochi artisti dotati della profondità necessaria per traslare nella modernità la lezione dei grandi padri della musica nera, da Sam Cooke ad Otis Redding a Gil Scott-Heron. Solo alcuni dei numi tutelari di un personaggio che si è affacciato nel 2011 alla ribalta dello showbiz senza troppi clamori, confuso nel magma spesso indecifrabile di nomi e novità, destinato a farsi largo in forza di un talento davvero poco comune. LE SUE DOTI di chitarrista gli hanno consentito di iniziare la carriera come session man prima di collaborare con gente come Chipmunk e Bashy: a 22 anni il primo gig da solista, a ruota il primo ep. Poi la clamorosa chiamata di Adele che lo ha voluto come act di apertura per il suo tour del 2011. Vincitore del «BBC Sound of 2012», ha firmato con Polydor per il primo album «Home Again», arrivato nella top 5 inglese con vendite per oltre 70 mila copie. Quattro anni dopo il successore «Love & Hate»: prodotto da Danger Mouse, il disco ha debuttato al primo posto delle chart UK spianando la strada ad una pletora di nomination (Brit Awards, Mtv Europe Music Awards, Mercury Prize e BBC Music Awards). Il suo nome è entrato in circolo nella pop culture britannica grazie a hit come «Cold little heart», colonna sonora della pluripremiata serie tv «Big little lies», o all'introduzione di suoi pezzi in serie Netflix come «The get down» e «Seven seconds». L'anno scorso la consacrazione con il terzo album «Kiwanuka», il migliore e più completo del lotto, riuscito tentativo di disegnare i nuovi confini di un modern soul capace di tener conto della lezione dei padri senza arenarsi in sterili derive scolastiche. Il lavoro si è fermato al secondo posto nelle chart britanniche, ma ha di fatto consolidato il nome di Kiwanuka nell'elite della scena pop contemporanea grazie all'accoglienza entusiastica della critica mondiale: viatico ideale per il tour che approderà anche sulle sponde del Benaco. • © RIPRODUZIONE RISERVATA

Claudio Andrizzi
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