23 novembre 2020

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28.10.2020 Tags: musica

«Amazin’ Green», un Giacometti da premio

Il compositore bresicano Antonio Giacometti
Il compositore bresicano Antonio Giacometti

«Não mate a mata». Ovvero: non uccidere la foresta! È il messaggio contenuto tra le battute di «Amazin’ Green», il brano per sei percussionisti del compositore bresciano Antonio Giacometti che ha vinto il primo premio al concorso «Marzio Rosi» di Campobasso. Giacometti, di ritorno dal suo ultimo viaggio in Amazzonia, ha deciso di dar voce alla campagna contro il disboscamento incosciente in atto in tutto il mondo ma in particolare nelle grandi foreste del Brasile, per far posto a coltivazioni e per sfruttare l’immenso patrimonio dei legni pregiati. Un’avanza feroce che sta privando il pianeta del suo polmone verde, conseguenze nefaste per tutti gli ecosistemi. «Amazin’ Green - spiega Giacometti - è un omaggio alla prorompente natura amazzonica, che la cultura umana rischia di distruggere per miope avidità. Non c'è nulla di direttamente descrittivo nel pezzo, ma è la materia viva delle percussioni a rimandare al mondo animale e vegetale, e sono le sue sonorità e i suoi ritmi a evocare riti, feste e aggregazioni di ancestrale memoria ma ancora vivi presso le numerose tribù indigene insediate all'interno della foresta equatoriale». UN BRANO MUSICALE che è un dito puntato contro lo scempio che viene fatto dell’ambiente e «che svela – prosegue nella spiegazione Giacometti - solo nei pressi della sua sezione aurea l’appello prima sussurrato e poi gridato coralmente “Não mate a mata” commentato dalle colonne accordali sincroniche che, come i secolari alberi amazzonici, si sgretolano nel giro di qualche secondo, portando alla sezione finale in progressiva rarefazione, fino allo svanire dei sonagli». Il brano del compositore bresciano è dedicato ai due musicisti Karine Aguiar e Ygor Saunier, giovanissimi coniugi che si dedicano con conferenze, concerti e pubblicazioni a mantener viva la testimonianza delle loro radici e a cercare di proteggere altre radici, quelle dei grandiosi alberi della foresta amazzonica sudamericana. Un patrimonio dell’umanità che è sempre più a rischio e che la recente svolta anti-ambientalista del governo brasiliano sta mettendo se possibile ancora più in pericolo. • © RIPRODUZIONE RISERVATA

L.FER.
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