18 giugno 2019

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05.07.2016

Alessio Boni, il volto degli eroi inquieti

L’attore Alessio BoniL’attore Alessio Boni
L’attore Alessio BoniL’attore Alessio Boni

Dopo aver portato in scena I duellanti (spettacolo da lui curato e interpretato, tratto dal celebre racconto di Joseph Conrad) per tutta la prima metà del 2016, Alessio Boni si prepara a tornare al cinema con il thriller Respiri e il fantasy Orpheder the Legend, mentre in televisione lo rivedremo in autunno nella miniserie La strada di casa, prodotta dalla Casanova Multimedia di Luca Barbareschi e incentrata sul tema della paternità. Un argomento che all’attore (il quale ha spento ieri cinquanta candeline) sta molto a cuore, dato che non ha mai fatto mistero di desiderare dei bambini, pur essendo attualmente single.

Nato a Sarnico (Bergamo) il 4 luglio 1966, Boni inizia a recitare a teatro alla fine degli anni Ottanta, debutta sul grande schermo in Dove siete? Io sono qui di Liliana Cavani (1993) e, dopo una lunga gavetta cinematografico-televisiva, raggiunge la popolarità come protagonista di Incantesimo 3 (2000). La consacrazione arriva nel 2003 grazie a La meglio gioventù di Marco Tullio Giordana, intenso affresco generazionale che racconta quarant’anni di storia italiana e che gli fa vincere il Nastro d’argento. L’anno successivo, nell’adattamento Rai di Cime tempestose, diventa Heathcliff, il primo di una lunga serie di eroi inquieti che avranno il suo volto sul piccolo schermo, fra cui il principe Andrej Bolkonskij (Guerra e pace, 2007), il pittore Michelangelo Merisi (Caravaggio, 2008), il nobile Maxim de Winter (Rebecca, la prima moglie, 2008), il compositore Giacomo Puccini (Puccini, 2009) e il mattatore Walter Chiari (Walter Chiari – Fino all’ultima risata, 2012).

Nel 2005 Boni dà la voce a Re Artù nello sceneggiato radiofonico Il Graal e partecipa ad altre due pellicole di rilievo (Quando sei nato non puoi più nasconderti di Giordana, che gli frutta il Globo d’oro, e La bestia nel cuore di Cristina Comencini 2005, candidata all’Oscar), ma il vero colpo vincente lo mette a segno nel 2006, quando interpreta il diabolico Giorgio Pellegrini (grazie a cui ottiene il secondo Globo) nel noir Arrivederci amore, ciao di Michele Soavi, basato sull’omonimo romanzo di Massimo Carlotto.

In seguito, oltre che con Giordana (Sanguepazzo, 2008), lavora insieme a Roberto Andò (Viaggio segreto, 2006), Stefano Incerti (Complici del silenzio, 2009) e Florian Henckel von Donnersmarck (The Tourist, 2010) e appare nell’esordio registico di Stefania Sandrelli (Christine Cristina, 2009). Tutto questo senza mai scordare il grande amore al quale torna sempre regolarmente: il teatro.

Angela Bosetto
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