07 giugno 2020

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23.02.2020

«Alla mia piccola Sama» il miracolo del cinema

La storia della battaglia di Aleppo s’intreccia alle vite che crescono«Lettera alla mia piccola Sama»: oggi alle 16 e alle 21, domani alle 17
La storia della battaglia di Aleppo s’intreccia alle vite che crescono«Lettera alla mia piccola Sama»: oggi alle 16 e alle 21, domani alle 17

«Lettera alla mia piccola Sama» di Waad al-Kateab e Edward Watts, già candidato all’Oscar, è un film straordinario e imperdibile: assistere alla sua proiezione al cinema Nuovo Eden è un atto di forte impatto morale, testimoniato dal patrocinio di Amnesty International Italia e dalla partecipazione alla proiezione, questa sera, di Lorella Morandi dell’Associazione «We are onlus», che presenterà il progetto di supporto psicologico per i bambini rifugiati al quale sta lavorando, oltre a una mostra fotografica sulla tortura nelle carceri di Assad, in Siria. Altre associazioni presenti saranno «Insieme si può fare» rappresentata dalla dottoressa Noura Warrak e il Gruppo Giovani di Amnesty-Brescia. Waad al-Kateab, autrice assieme a Edward Watts di questo miracoloso capolavoro cinematografico – sì, perché non c’è bisogno di finzione per fare cinema all’ennesima potenza – è una giovane donna di Aleppo che ha vissuto e filmato la rivolta e l’assedio di Aleppo da parte delle milizie di Assad, supportate dai Russi, fino alla resa finale. Il miracolo sta nel fatto che Waad, suo marito Hamza, la loro figlioletta Sama e l’ultimo nato Taime, assieme a tutti i video girati da Waad che adeguatamente montati diventeranno il film di stasera, siano vivi, a differenza di tanti dei loro amici, morti sotto i bombardamenti, e siano riusciti ad uscire da Aleppo. È miracolosa poi la sensibilità umana e cinematografica di Waad con cui filma con la stessa discrezione, eleganza e verità, la sua vita, le sue amicizie, il suo amore, il suo matrimonio, la sua maternità, la sua passione civile, senza mai censurarsi ed evitando ogni compiacimento. Waad è sempre presente: è dentro la vita e la morte, lo strazio, la gioia e persino l’ allegria di alcuni momenti: ci fa sentire i botti delle bombe che squarciano gli edifici, siano essi ospedali oppure no; ci mostra il sangue che imbratta i corpi e i pavimenti dell’ospedale e ci invita a guardare in faccia la realtà. Il suo film ci commuove fino alle lacrime; ci inorridisce e quasi ci fa distogliere lo sguardo; ci riempie di rabbia e di un senso di impotenza per le colpe dell’Occidente e, incredibilmente, visto il contesto, ci trasmette il senso della bellezza e l’amore per la vita. «ALLA MIA piccola Sama» è una toccante video lettera che Waad rivolge con le immagini e la voce – nella versione originale sottotitolata; nella versione doppiata la voce è di Jasmine Trinca – alla figlia Sama non ancora venuta al mondo. Il film, impreziosito da una dimensione intima di dolcezza affettiva, racconta anche come nei giorni terribili dell’assedio Waad, studentessa in economia col cinema nella testa e nel cuore, lasci gli studi per filmare la rivolta degli studenti, conosca il medico Hamza, lo aiuti nel suo impegno quotidiano, se ne innamori, lo sposi e concepisca con lui la piccola Sama. • © RIPRODUZIONE RISERVATA

Fausto Bona
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