20 settembre 2019

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04.07.2019

«Aspromonte», nessuna strada per il sud

Elisabetta Gregoraci, Marcello Fonte, Calopresti e Marco Leonardi
Elisabetta Gregoraci, Marcello Fonte, Calopresti e Marco Leonardi

TAORMINA «Aspromonte. La terra degli ultimi» di Mimmo Calopresti - ieri al Taormina Film Fest, tratto dall’opera letteraria di Pietro Criaco «Via dall’Aspromonte» (Rubettino Editore) - si svolge negli anni Cinquanta ad Africo, luogo di una povertà estrema, inferno di miseria e abbandono nell’inferno stesso della Calabria di quegli anni. Qui, in questo paesino arroccato sulla valle e non collegato da nessuna strada, una sera l’ennesima donna muore di parto perchè il dottore non arriva. Gli uomini sono ormai esasperati e vanno così a protestare dal sindaco per avere finalmente un loro medico condotto, ma c’è chi come Peppe (Francesco Colella) che pensa bene di coinvolgere tutti i paesani, gli africoti, nella costruzione di una strada. In questa impresa, che aprirebbe finalmente Africo al mondo, verranno coinvolti anche quei bambini ai quali Giulia (Valeria Bruni Tedeschi), la nuova maestra elementare che viene dal Nord, vuole insegnare l’italiano. Ma c’è anche chi, come il brigante Don Totò (Sergio Rubini) vero capo della zona e rappresentante di una sorta di proto ndrangheta, non vuole affatto che questo paese diventi «italiano». Il film, in sala dal 17 ottobre con Iff (Italian International Film che lo anche produtto con Rai Cinema) scritto da Mimmo Calopresti con Monica Zapelli, già autrice de «I cento Passi» con la collaborazione di Fulvio Lucisano, spiega il regista: «Quando ho cominciato a girarlo il tema mi sembrava lontano dall’oggi, ma poi mi sono accorto che i problemi sono sempre gli stessi al Sud, come dappertutto, e che Africo potrebbe essere la capitale del mondo». E ancora Calopresti: «Questo è in Europa, e ci ricorda cosa, solo un secolo fa, poteva essere la nostra terra, ma in quanto sud assomiglia nei suoi sogni e nelle sue sconfitte, più che al nostro continente, a tutti i luoghi ai margini del mondo». «Dopo aver visto questo film - spiega Fonte che interpreta il poeta, paesano colto e curioso - mi viene voglia di sapere dove ha mai nascosto la zappa mio padre, voglia di zappare e seminare, voglia di piantare un albero». E aggiunge l’attore, che rispetto al suo viaggio in America l’otto luglio per recitare in una serie tv firmata da Dereck Cianfrance, non conferma né smentisce: «Quest’opera mi fa pensare a L’albero degli Zoccoli di Ermanno Olmi. Mio padre sarebbe felice di vedermi lavorare in questo film dove, tra l’altro, fa un cameo anche mia madre». •

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