17 ottobre 2019

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16.09.2019

Desenzano Film Festival Alla ribalta «The box»

I premiati della 1ª edizione del Desenzano Film Festival ANDREA DOTTESILa mostra internazionale di cinema breve a DesenzanoANDREA DOTTESI
I premiati della 1ª edizione del Desenzano Film Festival ANDREA DOTTESILa mostra internazionale di cinema breve a DesenzanoANDREA DOTTESI

Rotto il ghiaccio su un Gin Tonic al tramonto, dalle rive del lago al Teatro Alberti passando per il cuore del centro storico, il «Desenzano Film Festival» riavvolge i titoli di coda e si gode i momenti più belli di un debutto che ha subito lasciato il segno. Buona la prima (edizione), missione compiuta: «Troppo spesso lasciato in disparte perché considerato di categoria inferiore rispetto al cinema», il cortometraggio ha consumato sabato la sua rivincita in 16:9 durante un’intensa giornata che ha trasformato lo stesso Teatro Alberti - cinema d'avanguardia già nel 1950 – nell’epicentro gardesano dove «valorizzare il cinema d'autore in senso lato, quindi un'opera d'arte che utilizza a sua volta il cinema come espressione di rappresentazione di concetti e sentimenti, cercando di creare uno spazio d'incontro tra i registi e gli spettatori». COME AI TEMPI d’oro, dopo un lungo silenzio: sbriciolato l’altra sera dall’ancor più lungo applauso riscosso da «The box», opera del regista slovacco Dušan Kastelic, che si è aggiudicato il premio come miglior film (mille euro la cifra in palio), oltre allo speciale riconoscimento decretato dal pubblico. In totale sintonia dunque con la scelta della giuria composta da Ondina Quadri, Stefano Cravero, Susanna Nicchiarelli, Maura Morales, Giancarlo Soldi e presieduta da Franco Piavoli, i quali hanno valutato i 13 corti provenienti da tutto il mondo, selezionati dagli organizzatori - l’associazione culturale Sinergetica e la casa di produzione distribuzione indipendente «Il Varco», con il patrocinio del Comune e la direzione artistica di Matteo Delai - fra i 750 pervenuti. «Un grande risultato, che ci incoraggia a fare ancora meglio in vista della prossima edizione - guarda avanti lo stesso Delai -. Nel complesso il bilancio è positivo: i riscontri sono stati ottimi. L’obiettivo per il futuro è portare in sala ancora più registi, incentivare il confronto diretto dopo le varie proiezioni e sviluppare progetti con le scuole, per mostrare ai ragazzi, attraverso workshop, laboratori e percorsi tematici, che esiste anche un cinema oltre il commerciale». Come testimoniato dalle varie sezioni in cui si articolava il Festival: fra le altre, «Experimental Short», con ascendente legato alla video-arte, in cui ha prevalso «Restless pieces of time» di Farid Yahaghi e «Nuovo cinema lombardo», per uno sguardo ai giovani registi emergenti della Regione (premiato «Non è amore questo», di Teresa Sala). Ancora, tra i numerosi riconoscimenti corollari, da segnalare quello per la miglior regìa («Till the end of the world», di Florence Bouvy), per la miglior sceneggiatura e il miglior montaggio, andati rispettivamente a «Inanimate» (di Lucia Bulgheroni) e a «Mano a mano», diretto dalla regista francese Louisie Courvoisier. • © RIPRODUZIONE RISERVATA

E.ZUP.
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