07 giugno 2020

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18.01.2020

«Il muro bianco», Scotuzzi e Brusa ci riprovano

Una scena del corto «Il muro bianco», del bresciano Marco Scotuzzi
Una scena del corto «Il muro bianco», del bresciano Marco Scotuzzi

Partendo come sempre da storie vere, che si incagliano in assurdità burocratiche e soluzioni irragionevoli, cercando di far cinema poetico che punta senza didascalismi al civismo e a salvaguardare il nostro lato più umano, «Il muro bianco», il nuovo corto del bresciano Marco Scotuzzi e di Andrea Brusa, si affaccia sulla scena internazionale. La pellicola è stata selezionata per il «Festival du court métrage» di Clermont Ferrand, la più importante manifestazione per gli short film a livello mondiale. La stessa che due anni fa selezionò «Magic Alps», corto con Giovanni Storti che ha fatto incetta di premi. «Spero sia benaugurante - commenta Scotuzzi, milanese di adozione ma figlio di industriali di Manerbio con azienda a Bassano - anche se è un azzardo pensare che il nuovo corto abbia lo stesso favorevole destino. Comunque il primo festival al quale lo abbiamo presentato ci ha subito selezionato, scegliendo due solo corti italiani». Oltre a quello di Scotuzzi, «Frontiera» di Alessandro Di Gregorio, che ha già vinto il David. «Il muro bianco» affronta un tema scottante: la presenza di amianto in molti edifici e soprattutto in 2500 scuole. In particolare in un istituto fiorentino, che a causa di una crepa in un muro, dopo cinque anni di proteste, decide di intervenire non con una bonifica, ma imponendo delle regole assurde e paradossali (non giocare, non sbattere le porte, non appendere disegni...). Brusa e Scotuzzi narrano la vicenda con una piccola licenza poetica - si inventano un fantasma che non terrorizzi i ragazzini come la presenza tossica sulle pareti - per sensibilizzare l’opinione pubblica e per raccontare come una distanza iniziale, tra dirigente e maestra, possa tradursi in un’alleanza per il benessere dei bambini. Abbandonato il digitale per esprimersi per la prima volta in 35 millimetri, i due registi ricorrono a immagini più calde e spazi più voluminosi, con pochi primi piani e quasi tutti totali, dato che «lo spazio sovrastante e minaccioso è componente fondamentale». Girato con la collaborazione di Rai cinema, il film vede in scena Anna Coppola, Laura Tombini e Sebastiano Filocamo. Le musiche sono di Andrea Bonini. L’illustratrice svizzera Gerda Märtens ha dipinto la locandina. • © RIPRODUZIONE RISERVATA

M.MO.
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