16 ottobre 2019

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26.08.2019

«Il signor diavolo» riporta Avati all’horror

«Il signor diavolo»: Pupi Avati orgoglioso del suo nuovo film
«Il signor diavolo»: Pupi Avati orgoglioso del suo nuovo film

E anche per Pupi Avati è giunto il tempo di tornare alle origini, di rievocare il passato sotto molti aspetti, alcuni del tutto evidenti, altri nascosti dalla spessa coltre costituita dall’immaginario religioso cattolico, riproposto con intelligenza e libertà come scenografia e armamentario orrorifico. Sì, perché l’ultimo film di Avati, «Il signor diavolo» è un film horror a tutti gli effetti, così come lo era nel preistorico 1976 «La casa delle finestre che ridono» al quale si riallaccia quanto meno per l’ambientazione – entrambi sono stati girati nel Polesine nei dintorni di Comacchio – e per la presenza di due attori-feticcio di Avati: Lino Capolicchio e Gianni Cavina. Lino Capolicchio, sullo schermo è diventato prete, mentre Gianni Cavina fa il sagrestano. Non è il protagonista del film: è un parroco angosciato che si deve misurare con eventi terrificanti, sacrileghi e delittuosi dietro i quali si sospetta la presenza del demonio all’opera fra i fedeli. Protagonista del film, ambientato nell’autunno del 1952, è Furio Momentè, ispettore del Ministero di Grazie e Giustizia a Roma, inviato sul posto, più che per chiarire la vicenda, per sopire ogni clamore e scandalo che potrebbero danneggiare gli ambienti cattolici e far perdere voti alla Democrazia Cristiana. Il racconto, per quanto svolto su diversi piani narrativi e temporali, è controllato e funzionale. La messa in scena di Avati si avvale di un’ambientazione e di una fotografia di tutto rilievo capaci di riesumare temi, tecniche e punti di vista dei classici horror. Viene il sospetto che Avati non sia così sprovveduto da ignorare i progressi tecnologici e tematici del genere horror, ma che la sua sia una scelta rétro del tutto funzionale alla vicenda stessa; è parimenti evidente come il velame oscuro della caratterizzazione horror nasconda la voglia di perdersi alle soglie della vecchiaia nella grande bellezza delle amicizie fra adolescenti. • «Il Signor Diavolo», di Pupi Avati. Con Gabriele Lo Giudice, Filippo Franchini, Lino Capolicchio, Gianni Cavina. Italia 2019. Alla multisala Oz. Voto 8.

F.B.
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