16 ottobre 2019

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20.09.2019

L’uomo meccanico riscrive il suo futuro con il Nuovo Eden

Gli  Earthset portano il loro rock rumoristico a Brescia al servizio di un progetto sperimentale«L’uomo meccanico»: era il 1921
Gli Earthset portano il loro rock rumoristico a Brescia al servizio di un progetto sperimentale«L’uomo meccanico»: era il 1921

Sembianze «a stufa», prototipo dell’estetica-meccanica d’avanguardia destinato a diventare un’icona della fantascienza americana, «L’uomo meccanico» – primo sci-fi movie italiano e uno dei primi al mondo ad affrontare il tema dell’automa: anno androide 1921 - rimette in moto gli ingranaggi stasera al Nuovo Eden, rompendo il silenzio nei paesaggi sonori tra noise rumoristico e post-rock immaginati dagli Earthset, che lo sonorizzeranno dal vivo. La versione originale del film (muto, diretto e interpretato dal comico francese André Deed, in Italia noto con il nome d'arte di Cretinetti) svelerà dunque inedite prospettive grazie al lavoro del gruppo composto da Luigi Varanese, Costantino Mazzoccoli, Emanuele Orsini ed Ezio Romano, impegnati in un tour nazionale. QUESTO giro d’Italia è nato all’interno del Progetto Soundtracks 2018, che fa tappa in città nell’ambito degli eventi che sono stati organizzati in collaborazione con l’Università degli Studi di Brescia, aspettando la «Notte dei Ricercatori». Parte di una trilogia che fu interrotta bruscamente dal fallimento della casa di produzione (la Milano Films), la pellicola andò perduta e solo negli anni '90 fu rinvenuta nella Cinemateca Brasileira di San Paolo e quindi restaurata dalla Cineteca di Bologna. È il motivo, per cui sebbene rappresenti indiscutibilmente una tappa seminale del cinema italiano, in anticipo rispetto ai temi sviluppati dalla fantascienza posteriore e a un certo immaginario «mecha» giapponese, «L’uomo meccanico» risulta tutt’oggi un’opera (troppo) poco conosciuta. PER GLI EARTHSET, una sfida ancor più elettrizzante: ascendente rock-sperimentale, inserti armonici dodecafonici-esatonali-dissonanti ed effetti rumoristici a go go, per ricostruire la dinamica uomo-macchina la band ha approfondito lo studio delle avanguardie storiche dei primi del ‘900 (in particolare la scuola di Vienna, Stravinskij e Debussy), sconfinando nelle più recente produzione classica contemporanea internazionale e nazionale (Missy Mazzoli e Luca Francesconi, tra i vari riferimenti). «La cosa più complicata - spiegano - è stata far quadrare le varie parti…essendo un film ritrovato e dunque incompleto, aveva buchi di trama e momenti che spezzavano completamente il ritmo: abbiamo cercato di trovare una forma di struttura narrativa alla musica che sopperisse in qualche modo alla struttura narrativa del film, per quanto il film abbia una sua trama in parte intellegibile». Appuntamento alle 21.15, ingresso 5 euro (www.nuovoeden.it). • © RIPRODUZIONE RISERVATA

Elia Zupelli
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