23 ottobre 2019

Spettacoli

Chiudi

08.09.2019

La giuria di Venezia cala il jolly Il Leone d’oro a «Joker» Phillips

Luca Marinelli con la Coppa Volpi per il ruolo in «Martin Eden»
Luca Marinelli con la Coppa Volpi per il ruolo in «Martin Eden»

Il Leone d’oro a «Joker» di Todd Phillips con l’ovazione al protagonista Joaquin Phoenix, il secondo premio al grande assente Roman Polanski per «J’Accuse», l’Italia che vince due premi, la Coppa Volpi a Luca Marinelli per «Martin Eden» e «La mafia non è più quella di una volta» di Franco Maresco cui è andato il premio speciale della giuria e soprattutto il cinema che abbraccia e quasi prende sulle spalle i problemi del mondo diventando baluardo di libertà e di diritti umani. È la fotografia finale di Venezia 76 davanti ad una platea di cineasti che parlano tutte le lingue del mondo, vengono dal Sudan e dal Brasile, da Hong Kong e dall’Australia, dalla Nigeria, dal Pakistan, dall’Ucraina perché ad unirli è la lingua universale del cinema. Prima della cerimonia il red carpet era stato occupato da oltre 300 attivisti che hanno cercato attenzione per le Grandi Navi in laguna. «Devo questo premio anche a Jack London, che ha creato la figura di Martin Eden, un marinaio. Dedico questo premio a coloro che sono in mare a salvare altri esseri umani che fuggono e che ci evitano di fare una figura pessima con il prossimo. Viva l’umanità e viva l’amore», ha detto con teatrale passione Luca Marinelli, il talento italiano che film dopo film sta costruendo una solida carriera. Poco dopo sul palco è salita la minuta Ariane Ascaride che in coppia con il marito regista Robert Guèdiguian dà vita ad una madre dolorosa e generosa in «Gloria Mundi», premiata con la Coppa Volpi. «Sono figlia di emigrati italiani fuggiti per la miseria e sono nata a Marsiglia, sono figlia di stranieri e sono francese ed è importante avere più culture possibili per vivere nel mondo», ha detto in italiano, «dedico questo premio a tutti quelli che hanno l’eternità nel fondo del Mediterraneo». E il filo rosso della libertà, della difesa dei diritti umani si ritrova nei commenti dei vincitori. «No a qualsiasi tipo di censura», ha detto il produttore di «Maresco», Rean Mazzone, poi Barbara Paz, premiata a Venezia Classici per il miglior documentario «Babenco Tell Me When I Die» e il giovane regista sudanese Amjad Abu Alala leone, del futuro con l’opera prima «You Will Die at 20». L’americana Celine Tricart, premio a Venice Virtual Reality per «The Key». E ancora Valentyn Vasyanovych, miglior film a Orizzonti con «Atlantis» ha collegato la vittoria alla liberazione proprio ieri del regista Oleg Sentsov. Più tenero di tutti il 71enne Yonfan, il regista che con «n.7 Cherry Lane» ha vinto per la migliore sceneggiatura. Da qui la sintesi nel commento della presidente di giuria, l’argentina Lucrecia Martel: «Questi registi ci hanno fatto pensare a cosa accade nel mondo ed è la funzione del cinema, comunicare. Abbiamo bisogno di parlare e dialogare». Poi i volti felici, quelli di Toby Wallace, il talentuoso attore di Babyteeth, del giurato italiano Paolo Virzì che ha abbracciato Luca Marinelli sul palco, del produttore di Polanski Luca Barbareschi, del Leone d’oro Todd Phillips che ha abbracciato il protagonista «dall’anima bella» Joaquin Phoenix maschera di Joker. •

Commenta

Partecipa. Inviaci i tuoi commenti

Attenzione: L'intervento non verrà pubblicato fino a quando il moderatore non lo avrà letto ed approvato. I commenti ritenuti inadatti o offensivi non saranno pubblicati.

Informativa privacy: L’invio di un commento può comportare il trattamento di dati personali: per maggiori informazioni sulle modalità di trattamento e l’esercizio dei diritti consultare le nostre Informazioni sulla Privacy e l’informativa estesa sui cookie presenti in calce al sito web.

pagine 1 di 1

Sondaggio

Dopo gli attentati dei terroristi islamici a Parigi, quali misure andrebbero adottate dall'Italia?
ok