24 ottobre 2020

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08.03.2020 Tags: Teatro

Con Viandanze la cultura viaggia in rete

Il live streaming mercoledì sera con gli attori di Viandanze
Il live streaming mercoledì sera con gli attori di Viandanze

Arte e cultura ai tempi del Coronavirus: spettacoli annullati, assembramenti vietati. Ma il respiro di scrive, compone, canta e recita non accenna (per fortuna) ad affievolirsi. È su questa linea il nuovo progetto della compagnia teatrale Viandanze, che mercoledì, per rispondere alla fame di cultura, rispettando allo stesso tempo esigenze e disposizioni sanitarie, trasmetterà in streaming lo spettacolo «Le stagioni della città, ovvero Marcovaldo». Il palco sarà allestito all'interno della biblioteca di Desenzano, ovviamente senza pubblico: la lettura sarà poi disponibile online, in diretta dalle 20.30, sulla pagine social di Viandanze, su Facebook e Instagram. «In attesa che l’emergenza rientri - si legge in una nota - Viandanze, come tutti, è costretta a sospendere le iniziative e gli spettacoli previsti per questo mese. Tuttavia, nel rispetto dell’ordinanza regionale, si cerca la possibilità di combattere la paura con il teatro e la cultura». Di questi tempi, un bel messaggio di speranza. LO SPETTACOLO in scena mercoledì sera, «Le stagioni della città», è liberamente ispirato al Marcovaldo di Italo Calvino, celebre raccolta di novelle (in tutto una ventina) che affronta i grandi problemi dell’uomo di oggi, dall’alienazione del lavoro al rapporto con la natura: sul palco salirà il trittico di teatranti Diego Belli, Fausto Ghirardini e Mattia Grazioli. La pièce è di fatto una lettura teatrale per trio di voci e musica. Nel suo rapido e incalzante svolgersi, è la storia di uno «sfortunato protagonista» (appunto il Marcovaldo) che vive circondato dal cemento, dallo smog e dai ritmi frenetici della città (nell'opera di Calvino, senza mai nominarla, si presume si parlasse di Torino): abita in un mondo dove i fumi, i tram, i macchinari e le automobili hanno preso il posto della natura. E in questo caso, ogni riferimento a fatti realmente accaduti (e che stanno ancora accadendo) non è ovviamente casuale. Al nostro «sfortunato» la città però comincia a stargli stretta, troppo stretta: gambe in spalla e voglia di cambiare, sé stesso e forse anche il mondo, il protagonista si ritroverà in mezzo a mille guai, raccontati nel corso delle quattro stagioni dell’anno, alla ricerca (disperata e insperata) di quel che resta della natura nella città moderna, segni o tracce di vita all’aria aperta, cercando di muoversi lontano da fumi e smog, da cartelloni pubblicitari e insegne luminose. Quasi una ricerca della felicità perduta, dei ricordi d’infanzia, di memorie lontane. • © RIPRODUZIONE RISERVATA

A.GAT.
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