23 aprile 2019

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16.04.2019

«Cosa ci dice il cervello?» Cortellesi contro i cafoni

Paola Cortellesi torna al cinema con «Cosa ci dice il cervello?»
Paola Cortellesi torna al cinema con «Cosa ci dice il cervello?»

ROMA Nuovamente diretta dal marito Riccardo Milani, Paola Cortellesi è una spia in incognito in «Cosa ci dice il cervello?», distribuito il 28 aprile in 600 copie da Vision Distribution. Accanto alla coppia vincente di «Un gatto in Tangenziale», un folto gruppo di eccellenti attori italiani composto da Vinicio Marchioni, Claudia Pandolfi, Carla Signoris,Lucia Mascino, Stefano Fresi, Paola Minaccioni,Remo Girone e Ricky Memphis. Il film racconta la storia di Giovanna (Cortellesi) una donna dimessa, addirittura noiosa, che si divide tra il lavoro al Ministero e gli impegni scolastici di sua figlia Martina. Dietro questa scialba facciata, Giovanna in realtà è un agente segreto, impegnato in pericolosissime missioni internazionali. Milani torna a colpire, con la commedia, al cuore dei difetti degli italiani: «Questo film prende di mira il malcostume che subiamo o di cui siamo artefici» interviene il regista che aggiunge, «all’inizio di questo progetto o mentre scrivevamo il film eravamo supportati purtroppo da episodi quotidiani che in qualche modo si allacciavano alla nostra storia. Abbiamo fotografato un momento di questo paese in cui c’è poco da ridere sull’abitudine di molti di noi all’aggressività e il mancato rispetto delle competenze e delle regole». Paola Cortellesi concorda: «la maleducazione non risparmia nessuno e non ha ceto sociale o genere. Lo abbiamo voluto raccontare con il nostro registro umoristico. Ci sono mestieri molto importanti come quello di Stefano, che nel film fa l’insegnante, che vengono scavalcati. Non sappiamo se siamo vittime o carnefici, ognuno di noi ha fatto qualcosa di scorretto, è una piccola riflessione su quanto anche noi siamo colpevoli e dovremmo svegliarci». Tra i bersagli della superspia ci sono l’adolescente che minaccia il professore o la mamma coatta che col telefonino in mano pretende di dare lezioni di medicina alla pediatra della figlia. «Con una storia che speriamo sia divertente - spiega la Cortellesi - raccontiamo la necessità di guardarci allo specchio e agire per riacquistare il vivere civile». Si unisce al coro Remo Girone che punta sulla parte seria del film: «Mi ha commosso perchè c’è un sentimento e un amore profondo per la gente e per l’umanità. Alla fine questi servizi segreti penso funzionino così, quando risolvono i problemi non lo sa nessuno». •

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