26 gennaio 2021

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23.11.2020

Desenzano Film Festival Il trionfo di «Acid Rain»

«Acid Rain» di Tome Popakul
«Acid Rain» di Tome Popakul

Nel pieno di questo novembre assolato e isolato, fra zone rosse e spostamenti preclusi, le innocenti evasioni sono un privilegio che la seconda edizione del Desenzano Film Festival ha offerto in totale sicurezza e propagazioni digitali, chiudendo ieri con grande slancio il viaggio «oltre la pandemia» intrapreso a inizio settimana. Non una scampagnata ma un vero e proprio giro del mondo in cinque giorni di proiezioni ad alta intensità vissuti comodamente sulla poltrona di casa, in attesa di poter tornare a scaldare quelle in sala. VIA LIBERA allora ad highlights e diapositive per riviverlo tutto d’un fiato: subito scalo nella Polonia psichedelica innaffiata dall’«Acid Rain» di Tome Popakul, premiato come miglior film nel flusso estasiante e sinistro di una rave-culture a metà fa noir e romanzo di formazione che ha sedotto la giuria «intergenerazionale» composta da Franco Piavoli, Giancarlo Soldi, Stefano Cipani e Ondina Quadri; quindi, rotta verso la Francia estiva e malinconica evocata da «A' la Mer Poussière» di Héloïse Ferlay, miglior film under 25; sempre francesi anche i lavori premiati per la miglior regia («Aurore») e miglior montaggio («Yearlings»). Ancora on the road, direzione Olanda, terra in cui Max Baggermann ha ambientato «Als Je Later Groot Bent», miglior fotografia, tra Belgio e Ghana la migliore interpretazione è stata quella Matilda Enchil in «Da Yie di Anthony Nti», l’israeliano Kill Kovesh ha invece sbancato come miglior sceneggiatura («Farewell Party»). A chiudere l’avventura oltreconfine, un doppio graffio italiano: «Safe» di Federico Maria Giansanti ha prevalso nella categoria «miglior sceneggiatura inedita», mentre «Happy Today» del salodiano Giulio Tonincelli è risultato il «miglior corto lombardo». Planando verso il Garda, quartier generale in 16:9 della rassegna diretta da Matteo Delai e organizzata con il patrocinio del Comune di Desenzano, capace di trasformare le difficoltà contingenti in opportunità per potenziare la proposta e aprire gli orizzonti, esplorando tematiche al di là delle esperienze locali e di comunità, interpretate nei 30 cortometraggi finalisti, scelti fra gli 1700 in preselezione (il doppio del ’19). «Questa edizione ci ha regalato un pubblico più ampio: 2000 ingressi unici, 10 volte in più del pubblico live dello scorso anno”, ha commentato a caldo lo stesso Delai. “Complimenti ai registi per averci generosamente offerto opere e riflessioni...Con il desiderio di ritrovarvi tutti in sala alla nostra prossima edizione, i miei più sentiti ringraziamenti». • © RIPRODUZIONE RISERVATA

Elia Zupelli
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