07 agosto 2020

Spettacoli

Chiudi

11.07.2020 Tags: Musica

Dolente Vivaldi, nel ricordo di chi non c’è più

Lo Stabat Mater il brano più atteso della serataApplausi meritatissimi per i musicistiSanta Maria del Carmine e l’ensemble «La Lira di Orfeo»: una serata indimenticabile nel segno di Antonio Vivaldi FOTOLIVE/Fabrizio Cattina
Lo Stabat Mater il brano più atteso della serataApplausi meritatissimi per i musicistiSanta Maria del Carmine e l’ensemble «La Lira di Orfeo»: una serata indimenticabile nel segno di Antonio Vivaldi FOTOLIVE/Fabrizio Cattina

Chi l’avrebbe mai detto che ascoltando la musica di Vivaldi un giorno sarebbe capitato di avvertire una punta di dolorosa amarezza, un qualcosa di doloroso e di difficile da spiegare? Eppure è proprio quello che è accaduto l’altra sera durante l’esecuzione dello Stabat Mater in Santa Maria del Carmine. Un evento celebrativo e commemorativo allo stesso tempo, attraverso il quale il Comune di Brescia e la Fondazione Teatro Grande hanno voluto rendere omaggio alle vittime della pandemia. Un’idea eccellente anche perché tante, troppe persone care se ne sono andate sole, senza un saluto, senza un conforto, e siamo sicuri che l’immagine dei loro volti sarà balenato nei ricordi dei tanti spettatori riuniti in Santa Maria per questo concerto, tanto bello e allo stesso tempo così dolente. LA SERATA. Assolutamente magnifica la parte musicale, tutta vivaldiana come dicevamo, a partire dalla Sonata a 4 «Al Santo Sepolcro» RV 130: due soli ma sapidi movimenti nell’interpretazione dell’ensemble «La Lira di Orfeo» dall’essenziale gruppo di archi, l’organo (non il Meiarini di Santa Maria del Carmine, naturalmente) e il liuto tiorbato. Grande era l’attesa ovviamente per il brano successivo, lo «Stabat Mater» in fa minore RV 621 con la voce del controtenore Raffaele Pe, prima delle due grandi prove vocali della serata di questo straordinario artista: per il suo «Stabat Mater» - tra l’altro dedicato all’epoca proprio ai Padri delle Pace di Brescia - Vivaldi sceglie una formula che possiamo accostare a quella della Cantata e che lascia più libera la voce solistica nel rendere le pieghe del teso di Jacopone da Todi; e Raffaele Pe ha potuto così impiegare il suo duttile mezzo vocale al meglio, con sottigliezze e virtuosismi che sono culminati in due degli Andanti, «O quam tristis et afflicta» e «Pro peccatis suae gentis» fino al travolgente «Amen» conclusivo. Molto bella anche l’altra parte solo strumentale del programma, con i tre movimenti del Concerto Madrigalesco in re minore RV 129, piccolo gioiello che ha fatto da preludio alla pagina sicuramente più spettacolare della serata in Santa Maria del Carmine: il Salmo «Nisi Domìnus» RV 608 con le sue brusche virate non solo dal punto di vista della velocità dei nove movimenti, ma anche negli improvvisi cambiamenti d’atmosfera che fanno giustamente pensare al mondo del teatro musicale nonostante il soggetto sacro. Eccezionale ancora una volta Raffaele Pe in questo brano: dalla baldanza quasi guerresca in «Sicut sagittae in manu potentis», alla pacata luminosità del «Beatus Vir», fino alla commozione del «Gloria Patri» prima della conclusione, ancora una volta fortemente virtuosistica, dell’«Amen». Un concerto, un momento di suggestiva meditazione su cos’è avvenuto prima di una ripartenza che tutti ovviamente si augurano la migliore e felice possibile. Senza dimenticare chi non può più applaudire. • © RIPRODUZIONE RISERVATA

Luigi Fertonani
Commenta

Partecipa. Inviaci i tuoi commenti

Attenzione: L'intervento non verrà pubblicato fino a quando il moderatore non lo avrà letto ed approvato. I commenti ritenuti inadatti o offensivi non saranno pubblicati.

Informativa privacy: L’invio di un commento può comportare il trattamento di dati personali: per maggiori informazioni sulle modalità di trattamento e l’esercizio dei diritti consultare le nostre Informazioni sulla Privacy e l’informativa estesa sui cookie presenti in calce al sito web.

pagine 1 di 1

Sondaggio

Dopo gli attentati dei terroristi islamici a Parigi, quali misure andrebbero adottate dall'Italia?
ok