21 settembre 2020

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16.09.2020

Faustini pronto per il Der Mast «Gioco in casa, non vi deluderò»

Matteo  Faustini: torna in pista dopo il lockdown per la pandemiaLa copertina del suo album d’esordio, «Figli delle favole»
Matteo Faustini: torna in pista dopo il lockdown per la pandemiaLa copertina del suo album d’esordio, «Figli delle favole»

Di questi tempi è difficile fare concerti. Di questi tempi i club sono quasi tutti chiusi. Di questi tempi... «Si può ancora sperare», sorride Matteo Faustini. Cantautore bresciano lanciato dal Festival di Sanremo, costretto a fermare il suo volo dalla pandemia, come tutti, ma ripartito prima degli altri e di slancio: va bene giocare in casa, ma è certo lusinghiero come riscontro della prima data in città un tutto esaurito a tempo di record. Il 26 settembre, al Der Mast. Nello spazio di via Carducci Faustini presenterà le canzoni di «Figli delle favole», primo disco che lo rappresenta per intero. Fotografia di una riflessione con rinascita in cameretta, di un ritorno rincuorato alla musica dopo tempi bui (ben prima del Covid). L’ultimo anno, tanto difficile per il mondo, è stato anche ricco di soddisfazioni per un artista finalmente consapevole della sua capacità di scrivere, descrivendosi, in musica. Una crescita convincente al punto d’essere subito profeta in patria: data la reazione del pubblico, normative anti-Coronavirus permettendo Matteo tornerà a esibirsi al Der Mast fra un 2-3 mesi. Cosa vorrebbe dire, adesso, ai suoi fan? Li ringrazio e... Vorrei abbracciarli. Ma di questi tempi non so come fare! Magari indosserò una tuta da sub col boccaglio per abbracciarli tutti, uno ad uno. Der Mast, -10. Ha iniziato il conto alla rovescia? Da parecchio... Sono molto felice, ma provo anche ansia e un senso di responsabilità. Sono stra-contento, speriamo vada tutto bene, giocando in caa a maggior ragione ci tengo davvero tanto. È il suo primo vero concerto a Brescia. Impegnativo, ma non vedo l’ora. Come ha vissuto il lockdown? Non è stato certo una vacanza: non uscivo mai, ho passato 7 mesi da recluso, facevo la spesa ogni tanto e stop. E scrivevo musica, andavo a fare musica: registravo, perfezionavo arrangiamenti. Mi sono stra-messo in discussione per questo concerto: con i miei musicisti ho fatto un lavorone, vedrete. Non deluderemo. Quanti sarete sul palco? Io, un tastierista, un batterista, un chitarrista. Sarà un live con un po’ di cover, 4-5 scelte fra quelle che abbiamo provato, in italiano. E i brani dell’album, chiaro. Ci saranno ospiti, e sorprese. Cosa sta ascoltando in questo periodo? Tante, tantissime cose. Da Morricone a Einaudi, Allevi, Enya che ho letteralmente consumato. Tanta musica senza parole. Il suo ultimo singolo è «Il cuore incassa forte». Una canzone d’amore? Un pezzo che odiavo... per amore. Ero in pigiama, vulnerabile, volevo scrivere e mi dicevo «Non deve uscirmi una canzone d’amore! Non deve». Invece, «se niente ci può salvare dalla morte che almeno l’amore ci salvi dalla vita». Mettendo il cuore lì, sul ring. Cosa farà adesso che l’intervista è finita? Abito in Maddalena: magari vado a mettermi dove non c’è anima viva, telo carboidrati e musica. Il mio ideale.

Gian Paolo Laffranchi
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