21 settembre 2020

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16.09.2020

«Io come un dio» tra meditazione e preghiera

Dalla copertina del libro
Dalla copertina del libro

L'ego è un golem sfamato dal sé straripante. «Io come un dio» (Youcanprint) prevede dieta ferrea in 150 pagine e Bruno Massaro - autore autoctono osservatore dell'immateriale, youtuber esistenzialista - mostrerà la sua silhouette a Librixia. Martedì 29 alle 14, nella tensostruttura di piazza Vittoria, introdotto dal parroco di Gottolengo don Arturo Balduzzi, affronterà il tema violento della parte più autorevolizzata e maiuscola dell'io, depistatrice di dialogo ed empatia. Pure nella sua accezione local: «La realtà industriale bresciana ha trasmesso la cultura competitiva dell’avere, più che dell’Essere; chi sta fuori dal ciclo produttivo non è considerato: l’egoica battuta “va a laurà” sfugge alle funzioni umane della compassione e della spiritualità». Massaro edifica un ponte, tra meditazione e preghiera - «La prima è lasciarsi pervadere da Dio, attraverso l’energia dello Spirito, con stato di abbandono. La seconda è la ricerca di un rapporto d’amore, rivolto dalla Terra al Cielo, che chiede aiuto e consolazione». DA LÌ, tenendo uniti l'Est e l'Ovest del mondo - «anche se non parlerei di globalizzazione di anime: lo Spirito è libero» -, guarda alle occasioni che offre l'oggi per sfuggire alla tirannia della soverchiazione interiore: «Il Covid ci invita a ripensare l'uomo nel rapporto con la natura; l'irresponsabile consumo di suolo, gli allevamenti intensivi, la deforestazione e l’uso indiscriminato di pesticidi in agricoltura hanno innalzato la temperatura, favorendo l’aggressività dei virus. È ora di fare qualche passo indietro!». Sino alla Genesi? «La presunzione umana ha modificato un versetto: “L’uomo creò Dio a sua immagine e somiglianza”, in nome dell’ego. Ascolto, compassione, rapporti amorevoli e addestramento allo stupore servono al dietrofront, a recuperare la purezza primordiale». Smarritasi entro tu-per-tu sempre più filtrati. «La comunicazione sta mutando - chiosa Massaro -, spesso ci si vede… on line. In tempi di Covid ciò è stato utile, specialmente a scuola e mondo del lavoro. Ma a volte sui social si viene insultati per un’idea espressa, e si può istigare all’odio». •

Alessandra Tonizzo
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