02 giugno 2020

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23.05.2020 Tags: Musica , Teatro , Personaggi

«L’arte sopravvive a ogni tipo di calamità»

Luca Micheletti: nuovi progetti per l’attore e baritono bresciano
Luca Micheletti: nuovi progetti per l’attore e baritono bresciano

Se il futuro della lirica non è mai stato così incerto, se, terminate le repliche del «Don Giovanni» a Sidney, il rinvio al 2021 del suo debutto come protagonista del «Macbeth» di Verdi, diretto da Riccardo Muti, allo Spring Festival di Tokio gli è stato comunicato solo 24 ore prima di prendere l’aereo, se anche il «Don Carlo» previsto a luglio al Covent Garden di Londra è stato rimandato, altri progetti stanno per sbocciare nel giardino di Luca Micheletti, attore, regista, drammaturgo, baritono e molto altro. A SETTEMBRE sarà il conte di Luna ne «Il Trovatore», in scena a La Fenice di Venezia; per l’autunno c’è in ballo lo splendido progetto pensato per il Ravenna Festival e voluto da Cristina Muti, che riunisce in dittico un nuovo «Don Giovanni» di Mozart e il «Faust» di Gounod, «due titoli a cui sono legatissimo - spiega Micheletti - E subito dopo ho un’altra regia da firmare a Genova, al Carlo Felice, dove sarò anche interprete di un’opera a metà tra prosa e lirica». Infine, come se non bastasse, la televisione lo ha chiamato per un progetto a giugno, a Torre del Lago, ovviamente su Puccini, che attende una conferma quasi scontata. Una ripartenza in grande stile, insomma, dopo che le settimane di lockdwon le ha trascorse vicino ai suoi affetti, «fortunatamente non colpiti dal virus se non di striscio. Grazie anche a un giardino nel quale respirare, dopo anni in cui mi trattenevo a casa al massimo quindici giorni ogni dodici mesi, inizialmente non ho accusato il colpo. Poi però, come per tutti, la situazione si è fatta più pesante, anche per la preoccupazione legata alla professione». Il forzato ripiegamento su stesso dell’individuo che si è trovato d’un tratto a dover riempire il tempo libero, «ha però confermato che l'arte e la cultura sono una necessità per tutti. Tanti si sono rivolti a musica, libri, cinema e teatro in streaming per rispondere a un bisogno comune - prosegue Micheletti - L’arte, preziosa e fragile, ha dimostrato di saper sopravvivere a ogni calamità, mutando. Se è davvero lo specchio dei tempi, finché durerà il mondo continuerà a farsene specchio, appunto, nelle forme e nei modi più vari. Lo spettacolo a cui eravamo abituati e tutto il sistema, per non dire l’industria, del teatro di prosa e musicale ha subito però una repentina battuta d’arresto. E le misure palliative di intrattenimento online, utili a livello simbolico, non si possono considerare un valido sostituto o, peggio, il destino futuro del nostro lavoro». La forza del teatro è nella presenza umana, «nella condivisione live del qui e ora. Quando tornerà il teatro che conosciamo ci andremo forse più consapevoli, dandolo meno per scontato, considerando un privilegio partecipare ai suoi cerimoniali vecchi di millenni, per affermare una volta di più il suo valore di strumento di costruzione d’identità e di civiltà». • © RIPRODUZIONE RISERVATA

Milena Moneta
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