23 gennaio 2021

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04.12.2020

La lezione di Frugoni cinquant’anni dopo

Dalla copertina del volume edito da Morcelliana
Dalla copertina del volume edito da Morcelliana

Nel cinquantenario della scomparsa, la Cooperativa cattolico-democratica di cultura ricorda il grande storico bresciano Arsenio Frugoni oggi alle 18.30 con la presentazione in videconferenza di un suo libro straordinario, la Storia della pittura d'Italia, ripubblicato da Morcelliana (pagine 635, euro 48). All'evento, introdotto da Francesca Bazoli e Roberta D'Adda (rispettivamente presidente e coordinatrice di collezioni della Fondazione Brescia Musei), interverranno la figlia di Frugoni, Chiara, insigne studiosa di fama internazionale che ha continuato l’attività del padre, e il curatore del volume Saverio Lomartire (docente all'Università del Piemonte Orientale). NATO NEL 1914 a Parigi da una famiglia di poveri emigrati dalla nostra città, dopo la morte del padre volontario in guerra nell'esercito francese, Frugoni tornò a Brescia dove trascorse l’infanzia e la giovinezza. Diplomatosi all’Arnaldo, si formò all'Oratorio della Pace dei Padri Filippini, la fucina dell’antifascismo in città. Entrato alla Normale di Pisa, curò la redazione di alcune voci per l'Enciclopedia Italiana di scienze, lettere ed arti, la celebre Treccani. Divenuto a sua volta docente universitario, insegnò storia medievale alla Normale e poi all'Università di Roma fino alla morte. Di particolare rilievo sono anche i suoi saggi Storia della città in Italia, Storia della guerra e Arnaldo da Brescia nelle fonti del secolo XII, pubblicati prima della prematura scomparsa in un incidente stradale a Bolgheri a 56 anni, il 31 marzo 1970, insieme al figlio Giovanni che ne aveva 25. Storia della pittura d'Italia raccoglie 31 conferenze che lo storico tenne tra il 1943 e il 1946. «Sono divise in tre gruppi: pittura, scultura e architettura dai tempi paleocristiani ai suoi giorni» racconta Chiara Frugoni. Mio padre scrive con una prosa semplice e affascinante; gli aggettivi sorprendenti si rivelano sempre necessari. Con una frase spiega la sostanza di un'intera epoca, comunica di un'immagine l'essenziale, fa vibrare un'emozione. Descrive le immagini dal punto di vista stilistico ma è molto attento anche alla personalità del pittore, alla sua vita, al carattere: quanto ad esempio poté incidere nell'espressione artistica la povertà, la sfortuna, un pessimismo o un ottimismo di fondo, l'indole più o meno morale del pittore. Questo libro non è un manuale di storia dell'arte. È come se le immagini fossero parole. Lo definirei: il romanzo della storia dell'arte». Si può seguire l'evento sul sito www.ccdc.it. •

F.MAR.
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