14 agosto 2020

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01.08.2020 Tags: Musica

La stella Beatrice Antolini nel cielo del Diluvio

Sarà Beatrice Antolini a salire sul palco del Diluvio per la terza serata
Sarà Beatrice Antolini a salire sul palco del Diluvio per la terza serata

Il grande pubblico ha cominciato a conoscerla nel 2018, quando Vasco l’ha voluta nella sua band come polistrumentista (percussioni, tastiere, chitarre e cori) per il Vascononstop Live Tour. Due anni dopo è ricomparsa sul palco del festival di Sanremo come direttrice d’orchestra per Achille Lauro. Ma Beatrice Antolini è un’artista con un passato profondamente radicato nel panorama indipendente italiano. È lei la star di questa sera al Diluvio Festival, rarissimo esempio di rassegna musicale bresciana sopravvissuta alle normative anti-Covid: in scena da giovedì nella cornice del Parco del Maglio di Ome, la quinta edizione della manifestazione si regala una seratona con l’eclettica artista marchigiana, classe 1982, nata a Macerata dove ha cominciato a suonare il piano all’età di tre anni. Appassionata di punk fin da ragazzina, Beatrice Antolini ha cominciato suonando la batteria in una tribute band dei Joy Division destreggiandosi contemporaneamente al basso in un’altra band, fornendo così le prime indicazioni di un talento musicale sicuramente fuori dal normale. Ha iniziato la carriera solista componendo canzoni in inglese (il primo album «Big Saloon» è del 2006), ma nel 2008 il passaggio all’italiano con «A due» le regala la prima consacrazione a nuova star dell’indie italiano anni zero. Tanti i colleghi che sempre in questi anni la cercano come collaboratrice: Jennifer Gentle, Baustelle, Bugo, i Velvet, A Toys Orchestra, mentre Manuel Agnelli la vuole tra i 19 artisti delle compilation «Il Paese è Reale». Del 2010 il terzo album «BioY», e l’anno dopo da un incontro casuale nasce la collaborazione con l’icona della no wave Lydia Lunch. Del 2018 l’ultimo lavoro in proprio, «L’AB». Ora il ritorno sul palco con un nuovo progetto live, mentre già per il 2021 si profila il rientro alla corte del Blasco. Prima e dopo di lei sul palco una line-up diversa rispetto alla programmazione ufficiale a causa dell’annullamento della serata di domani (vedi box). Confermati Han, nuova icona dark pop italiana, e i Vanarin, band dalle movenze psichedeliche che gira l’Italia dal 2017. A rompere il ghiaccio ci saranno i bresciani Il sistema di Mel; in chiusura Miglio. Cancelli aperti mezz’ora prima, dalle 18.30, con Happy Hour, l’ora felice del tramonto e delle parole: ospiti Giovanni Mori, rappresentante di Fridays For Future Brescia, e prima di lui Federico Gervasoni, che presenterà «Il cuore nero della città», indagine sui neofascismi e il ritorno dell’estrema destra a Brescia. Ingresso 8 euro in cassa, 6 in prevendita. • © RIPRODUZIONE RISERVATA

Claudio Andrizzi
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