23 agosto 2019

Spettacoli

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09.10.2018

La Fanfara esalta
la musica d’autore
made in Palazzolo

Sessant’anni di corsa, come si addice del resto a una Fanfara di Bersaglieri. Quella di Palazzolo, nata nel 1957, non si è limitata a «gestire» nel tempo gli impegni ufficiali sul territorio nazionale, ma è andata a cercare prestigiosi riconoscimenti anche Oltralpe. Dal 1996, anno del tour che da Parigi - con l’esibizione ai piedi della Tour Eiffel e al Trocadero - l’ha portata attraverso la Normandia fino ad Evreux, al 1998, con la grande festa sulla Croisette di Cannes, fianco a fianco con la Banda della VI flotta Usa in parata sullo sfondo del Palais du Cinema. E ancora, nel 2000 per le strade di Mentone e l’anno successivo il ritorno in Normandia per celebrare i caduti della battaglia della Somme del 1916. Una «liaison» tutta francese, che ha offerto alla Fanfara di Palazzolo l’opportunità di esibirsi anche il mese scorso alla diciassettesima edizione delle Giornate Italiane a Wittenheim, quando ha accompagnato la sfilata di automobili d’epoca prima di fare da colonna sonora alla degustazione di piatti tipici italiani. IL SEGRETO DI TANTO successo? L’energia e la versatilità di un organico che ha adottato un repertorio aperto a qualsiasi genere musicale. «Cerchiamo di accontentare soprattutto il pubblico - spiega il vice presidente Luca Petruzzi -. Il repertorio solo “bersaglieresco“ potrebbe essere piuttosto limitato quando si tratta di partecipare a manifestazioni che non sono solo militari. Inoltre, allargare gli orizzonti è uno stimolo anche per chi suona, per affinare le conoscenze musicali. La nostra fortuna è di avere un maestro diplomato in basso tuba al Conservatorio: “sfruttiamo“ le sue capacità per crescere, alzando sempre l’asticella della qualità». Giuseppe Peci, da 43 anni nell’organico e da 23 alla guida della Fanfara di Palazzolo, va oltre: «Siamo una via di mezzo tra una fanfara e una brass band - spiega -. Alterniamo le tradizionali marce a brani operistici, senza trascurare la musica leggera, dagli Abba ai cantautori italiani come Claudio Baglioni e Lucio Battisti, fino alle colonne sonore di film celebri come “Rocky“. Questo permette di motivare soprattutto i più giovani che si avvicinano al nostro mondo». MOLTI DEI BRANI proposti in concerto, oltre che suonati, vengono anche cantati dai componenti della fanfara, rifacendosi alle antiche tradizioni del corpo. «Il repertorio comprende oltre 70 brani adatti ad ogni occasione e ad ogni tipo di pubblico - sottolinea Omar Masia, presidente eletto nella primavera scorsa -, e ogni anno rinnova le sue musiche grazie all’abile creatività del nostro maestro». La Fanfara di Palazzolo - che ha preso il nome dal suo fondatore Gino Giudici - vanta anche una piccola scuola di musica. É lo stesso capofanfara Peci ad insegnare agli allievi l’uso dello strumento, accompagnandoli nel percorso che li porterà poi all’inserimento in organico, formato attualmente da 32 elementi, comprese tre «quote rosa». «Gli otto allievi che frequentano la scuola vanno dagli 11 ai 23 anni - spiega Petruzzi -: fino a 14 anni, per statuto, non possono far parte dell’organico principale e non possono sfilare, ma intanto si preparano al grande salto. La nostra è una scuola di musica “a piccole dosi“: si parte praticamente da zero, fino ad impostare le prime marce e ad arrivare alla prova generale». Dopo le trasferte estive, la Fanfara «Gino Giudici» si sta già preparando per il Concerto di Natale, che quest’anno sarà dedicato al centenario della fine della Prima guerra mondiale. In mezzo, tanti altri impegni: il 27 ottobre al teatro Odeon di Lumezzane per la serata «Penne e piume», il 28 a Marengo e poi a Palazzolo per la celebrazione del 4 Novembre. •

Cinzia Reboni
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