04 dicembre 2020

Spettacoli

Chiudi

03.02.2020 Tags: Cinema

Mendes, quando il cinema ti porta in trincea

Nel cast Cumberbatch e Firth con Mac Kay, Chapman, Madden e altri
Nel cast Cumberbatch e Firth con Mac Kay, Chapman, Madden e altri

Torna la Grande Guerra sugli schermi cinematografici in «1917» di Sam Mendes. Il regista inglese era sicuramente conscio della difficoltà di portare sullo schermo un soggetto ampiamente sfruttato e per di più con risultati altissimi – la lista dei capolavori è piuttosto lunga ed inizia, ovviamente, con «Orizzonti di gloria» di Stanley Kubrick per arrivare a «Salvate il soldato Ryan» di Steven Spielberg, senza dimenticare il grandissimo «La vita e nient’altro» del francese Bertrand Tavernier girato sui luoghi del fronte della Somme. La consapevolezza del rischio di ripetitività spiega come mai Mendes abbia effettuato una scelta stilistica necessaria per quanto radicale: quella di seguire con la macchina da presa in modo continuativo ed esclusivo, dentro la trincea e oltre, i suoi due eroi, due soldati, due caporali dell’esercito inglese, per la precisione, ai quali viene affidata la classica missione impossibile. «Volevo che il pubblico percorresse ogni passo del viaggio insieme a loro, che sentisse ogni loro respiro» ha detto Mendes. I due giovani caporali Schofield e Blake ricevono dal comando l’ordine di uscire dalla loro trincea, attraversare la terra di nessuno, abbandonata dalle truppe tedesche, e portare un messaggio a un reggimento inglese di cui fa parte il fratello maggiore di Blake. La riuscita della missione impedirà al reggimento di uscire allo scoperto per un’offensiva di massa e cadere nella trappola dei tedeschi. Dal loro percorso dentro la trincea, alla loro uscita e alla loro incredibile, dolorosa odissea, l’occhio della macchina da presa di Mendes sarà incollato addosso a Schofield e Blake: non li mollerà più fino alla fine del film e lo spettatore non potrà far altro che seguirli, vedere ciò che essi vedono e soffrire con loro. E non sarà certo una visione monotona, perché l’orrore non è monotono, ha una sua crudele e tragica varietà: dai fili spinati ai mucchi di cadaveri in putrefazione; dalle montagne di enormi bossoli di cannone, alle baionette innestate per sbudellare i nemici; dagli aerei in fiamme che si schiantano nei prati delle fattorie, ai salti in fiumi turbinosi per sfuggire ai cecchini, all’errare impauriti fra le macerie in fiamme di un paese distrutto, un po’ come succedeva, fatte le dovute differenze, al marine americano di «Full Metal Jacket» in Vietnam. Pare che un impulso molto importante l’abbia dato al film Alfred Mendes, il nonno del regista a cui è dedicato il film e che combatté durante la Prima guerra mondiale. «Mio nonno era un uomo piccolo. Gli affidavano dei messaggi perché correva veloce e la nebbia era molto alta» ha raccontato il cineasta. • «1917» Di Sam Mendes con George Mac Kay, Dean-Charles Chapman, Richard Madden, Colin Firth. GB-Usa. Multisale Oz e Wiz. Voto: 9.

Fausto Bona
Commenta

Partecipa. Inviaci i tuoi commenti

Attenzione: L'intervento non verrà pubblicato fino a quando il moderatore non lo avrà letto ed approvato. I commenti ritenuti inadatti o offensivi non saranno pubblicati.

Informativa privacy: L’invio di un commento può comportare il trattamento di dati personali: per maggiori informazioni sulle modalità di trattamento e l’esercizio dei diritti consultare le nostre Informazioni sulla Privacy e l’informativa estesa sui cookie presenti in calce al sito web.

pagine 1 di 1

Sondaggio

Dopo gli attentati dei terroristi islamici a Parigi, quali misure andrebbero adottate dall'Italia?
ok