18 gennaio 2020

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05.12.2019

Aab, nella macchina del tempo opere d’arte e opere di bene

Ieri mattina la presentazione nella sala giunta di Palazzo LoggiaRitratto di Paolo Chimeri al pianoforte, dipinto da Gaetano Cresseri
Ieri mattina la presentazione nella sala giunta di Palazzo LoggiaRitratto di Paolo Chimeri al pianoforte, dipinto da Gaetano Cresseri

Opere d'arte e opere di bene: due facce di una stessa medaglia, la cui luce risplende nella mostra «L'Ottocento e il Novecento nelle collezioni istituzionali bresciane», dedicata al patrimonio pittorico della Fondazione Casa di Dio. Sarà inaugurata all'Associazione Artisti Bresciani in vicolo delle Stelle sabato alle 18 e resterà aperta fino all'8 gennaio; orario 16-19.30, chiusura il lunedì, ingresso libero. «La collaborazione fra noi e Aab era, in un certo senso, inevitabile - esordisce Irene Marchina, presidente della Fondazione Casa di Dio onlus -. Da sempre ci rivolgiamo a esperti per la cura e la valorizzazione delle nostre opere: quest'anno l'associazione ci ha assisitito nel restauro di molti dipinti». La Casa di Dio ha ereditato il patrimonio dei Pii Luoghi bresciani, enti benefici fondati a metà del Cinquecento e votati alla cura dei più deboli: comprendevano un ospedale per mendicanti, un orfanotrofio e alcuni istituti per zitelle (a quell'epoca guardate con sospetto). Col tempo furono accorpati fino a confluire nella Fondazione Casa di Dio, che divenne così proprietaria di numerosi beni mobili e immobili: tra questi svariati dipinti, 24 dei quali saranno esposti nella sede di Aab. Ben 19 quadri ritraggono benefattori che si spesero in prima persona per i Pii Luoghi, chi menzionandoli nel proprio testamento, chi producendosi in atti di carità a favore di orfanelle e mendicanti. «È interessante che i benefattori non siano stati dipinti in sé, ma nell'atto di compiere la carità - osserva Francesco De Leonardis, firma delle pagine di cultura e spettacoli di Bresciaoggi, curatore della mostra insieme agli storici dell'arte Elisa Bassini e Luigi Capretti -. Per esempio Gabriele Rottini, artista bresciano, raffigura Eugenio Aurelio Canipari nell'atto di donare una moneta a due orfanelle. Rappresentandoli in simili atteggiamenti si sperava di suscitare un desiderio di emulazione negli osservatori». Sentimento che la mostra vorrebbe stimolare ancora oggi: «Questi quadri testimoniano la generosità dei bresciani - sottolinea Massimo Tedeschi, presidente dell’Associazione Artisti Bresciani -. Inoltre sono opere di grande qualità, che siamo lieti di far scoprire alla comunità come parte del proprio patrimonio storico». UNO DEI QUADRI, svela Tedeschi, contiene anche un piccolo mistero: «Il paesaggio di Luigi Basiletti è il gemello di una tela appesa nell'ufficio del sindaco. Non siamo ancora riusciti a scoprire quale dei due sia la copia e quale la matrice». L’Aab ospiterà a dicembre eventi legati alla mostra: il 10 alle 18 si parlerà di mecenatismo nell'incontro «Liberalità ieri e oggi. Valori, opportunità» ; il 12 alla stessa ora si terrà una conferenza sulla collezione artistica della Fondazione Casa di Dio. Sabato 14 alle 18 rivivrà l'opera di uno dei benefattori in mostra: Paolo Chimeri, dipinto da Gaetano Cresseri, fu compositore e maestro di piano all'orfanotrofio femminile. I suoi brani saranno eseguiti in un concerto benefico: per le orecchie e per il cuore. • © RIPRODUZIONE RISERVATA

Andrea Turla
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