23 agosto 2019

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10.07.2019

Brescia si esalta al ritmo di Sua Maestà Salmo

Platea delle grandi occasioni per il rapper sardo ieri sera a BresciaLa carica dei Linea 77 nel set di apertura SERVIZIO AGENZIA FOTOLIVELa grinta di Salmo, costretto sulla sedia a rotelle da un guaio al crociato SERVIZIO AGENZIA FOTOLIVE/Simone Venezia
Platea delle grandi occasioni per il rapper sardo ieri sera a BresciaLa carica dei Linea 77 nel set di apertura SERVIZIO AGENZIA FOTOLIVELa grinta di Salmo, costretto sulla sedia a rotelle da un guaio al crociato SERVIZIO AGENZIA FOTOLIVE/Simone Venezia

Viene al mondo «d’estate», stando al suo pezzo-manifesto, ma da tempo non è «nuovo da queste parti». Salmo se ne sta a Brescia come altrove, ormai da tempo. In piazza Loggia come tre mesi fa al Palageorge di Montichiari: circondato da bandiere sarde e fan adoranti (4.500, mica solo giovanissimi), sudditi fedeli del re di un genere senza etichetta per definizione (nessuno oggi parla più di crossover). Poco male: se esiste un incastro felice fra rap e rock, hip-hop e hardcore, in Italia quella cosa lì è lui. E lo dimostra ancora, eccolo qui! Ancora una volta. Urlandolo ancora più forte. LO SCETTRO è di Salmo al secolo Maurizio Pisciottu da Olbia, e pazienza se stavolta il suo trono è una sedia a rotelle. La rottura del legamento crociato (infortunio da palco) obbliga sua maestà «1984» a cantare seduto. «Salta con noi... Magari! La Champions League per quest’anno me la sono giocata», sorride senza mollare un millimetro. Non c’è problema, tanto saltano tutti gli altri in piazza. E a un certo punto, miracolo! Salta anche lui. Su «Papparapà». Giusto pochi istanti, alla faccia del ginocchio e del rischio-pioggia dribblato col tempismo dei fuoriclasse. Non una goccia e solo le luci dei riflettori su Salmo, che da qualche anno è un re Mida. Può collezionare dischi d’oro e di platino come dirigere un video di Jovanotti, esaltare la sua crew con il Machete Mixtape volume 4, mettere Nitro e Jack The Smoker nella stessa arena di Ghali e Fabri Fibra. E salire a bordo della navicella Linea 77, che insieme a lui è decollata con «AK 77» dopo 4 anni a terra. LA BAND di Venaria Reale è cresciuta a pane & Rage, e tradisce l’influenza dei Faith No More. A loro agio, i Linea, fra gli ultrà del rapper loro amico. «Potreste essere nostri figli», scherzano con i suoi fan. Ma anche se suonano in apertura, nella serata più incandescente del Brescia Summer Music Festival targato Cipiesse, non manca il loro zoccolo duro. «Fantasma», in chiusura di set, è da brividi. Poi sotto la Loggia risuona la «Playlist» del re. E sono cazzotti per tutti. È rabbia giocosa, è quella voglia di saltare che Salmo, impossibilitato, sublima stendendo al tappeto le barre di «90 min» (nonostante un problema tecnico in avvio al microfono). Il ritratto dell’italiano medio 2.0 che pensa solo al sesso e al pallone (non necessariamente in quest’ordine). Quindi «Stai zitto», che su disco ha un Fibra nel motore, è il miglior tributo possibile al boom bap anni ’90, profondo come i bassi che fanno tremare i palazzi. Come le rime di chi non sbaglia un colpo, sempre preciso, sempre sul pezzo, citando James Brown e i Marlene Kuntz mentre il suo gruppo, poderoso, omaggia i Queens of the Stone Age. La sua gente, ovvio, le conosce tutte. E si esalta anche per le tracce del passato sudato nei club. Gli anni di «Russel Crowe», quando l’urgenza di farsi conoscere non contemplava sconti. «Se dico quello che penso/non resta neanche un amico»: il sorriso sardonico è quello di chi non indugia nel politicamente corretto mai, e non c’è bisogno di tirare in ballo salvinismi assortiti: senza proclami, su Instagram ha postato stories contro i trapper che inneggiano alle droghe pesanti («I video dove vi fate no, per favore... Essere schiavi di una sostanza non fa di voi dei fighi, ma degli sfigati»). E ha così a cuore i fan da fermare «Disobey», quando nel pogo teme che qualcuno si stia facendo male. L’ultimo album, il quinto della carriera, è una raccolta di singoli potentissimi, con la prima canzone d’amore - «Il cielo nella stanza» - nel suo stile esattamente come il classico singolone d’assalto «Perdonami». E Brescia è innamorata persa di Sua Maestà Salmo che celebra solennemente qui, sotto la Loggia, il matrimonio fra rap e rock. • © RIPRODUZIONE RISERVATA

Gian Paolo Laffranchi
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