29 marzo 2020

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23.02.2020

Calvisano, una festa lunga cinquant’anni

Ieri sera il Rugby Calvisano è stato festeggiato a Ghedi
Ieri sera il Rugby Calvisano è stato festeggiato a Ghedi

Cinquant’anni di storia ovale riassunti (e festeggiati) attraverso una bellissima lettura teatrale. Protagonista dell’evento, una meravigliosa favola nostrana intitolata Rugby Calvisano. L’Auditorium Bcc di piazza Roma a Ghedi ha accolto ieri sera «Fango, forza e fatica», opera ideata dal regista Pietro Arrigoni e scritta dalle studentesse irlandesi Lauren Carrol e Liusaidh Hopper allieve del Colaiste Dhùlaigh College di Dublino. Davanti al pubblico, le due ragazze hanno ripercorso e raccontato in inglese tutti i fatti salienti avvenuti nel corso del mezzo secolo del club giallonero. Un filo iniziato nel lontano 1970 intorno al largo della Repubblica di Calvisano, dove si riuniva l’associazione ricreativa Gruppo Pesa. I colori sociali gialloneri scelti non per la vicinanza con Viadana, ma perché quelle maglie all’epoca erano le meno costose. Gianluigi Vaccari e Alfredo Gavazzi che in gioventù giocavano alle superiori e mai avrebbero pensato che da quella passione si sarebbe sviluppata una delle più grandi potenze della palla ovale italiana. Una società nata nel 1970 e che nel 2005, 35 anni dopo, è diventata la prima squadra di paese a laurearsi campione d’Italia. ATTRAVERSO diapositive, immagini e filmati Lauren e Liusaidh hanno raccontato al pubblico passato e presente dei guerrieri longobardi. Sono state ripercorse le grandi vittorie e la rinascita avvenuta nella stagione 2010-2011 dopo la scelta di non partecipare al campionato di Eccellenza. Emozionati i dirigenti seduti in platea: dal presidente Angelo Zanetti all’allenatore dell’Under 18 Massimo Borra, fino al tecnico della mischia della prima squadra Giuseppe Mor. In mezzo a loro, il tallonatore Matteo Luccardi. Calvisano è dunque la favola di una squadra creata dal nulla e costruita tutta con le mani sapienti di chi è abituato a lavorare sodo. In cinquant’anni di successi e scudetti, i pionieri hanno dato vita a qualcosa di cui essere davvero orgogliosi. Con i suoi dieci mila abitanti il club ha saputo infatti ritagliarsi meritatamente spazi da gigante. Da queste parti il rugby ha messo insieme le persone. Oggi nella cattedrale sportiva denominata Pata Stadium a rincorrere la palla ovale sono atleti sia italiani che stranieri, mentre il rugby a Calvisano continua a essere una piazza che accoglie, include, integra e sostiene. Un vero esempio per tutto il territorio bresciano e non solo. Una società sana, vincente e in continua crescita con i suoi 400 tesserati attuali. • © RIPRODUZIONE RISERVATA

F.GER.
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