23 aprile 2019

Spettacoli

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20.03.2019

«Con Pirandello e
Cavani il teatro al
piano interiore»

I protagonisti del testo scritto da Luigi Pirandello nella versione diretta da Liliana Cavani TOMMASO LE PERAGeppy Gleijeses e Vanessa Gravina al Teatro Sociale TOMMASO LE PERA
I protagonisti del testo scritto da Luigi Pirandello nella versione diretta da Liliana Cavani TOMMASO LE PERAGeppy Gleijeses e Vanessa Gravina al Teatro Sociale TOMMASO LE PERA

Cosa accade quando uno dei più grandi autori del Novecento si misura con il conformismo borghese, scardinandone i meccanismi più biechi per far riaffiorare l’umano, quest’anima indefinita che abita il fondo di tutte le cose? Sul tavolo della sala operatoria, il bisturi della scrittura indaga e seziona sogni e frustrazioni del quotidiano, mentre la prognosi rimane, forse, riservata. Ad affrontare i fantasmi delle relazioni borghesi è Liliana Cavani, celebre regista di capolavori come «Il portiere di notte» e «I cannibali», che porta sulle scene «Il piacere dell’onestà», commedia amara firmata nel 1925 da Luigi Pirandello che tornerà a vivere sulla scena del palco cittadino del Teatro Sociale da oggi a sabato alle 20.30 e domenica alle 15.30, promossa dal Ctb. Sulla scena, l’interpretazione di Geppy Gleijeses e Vanessa Gravina, con Leandro Amato, Maximilian Nisi, Tatiana Winteler, Mimmo Mignemi e Brunella de Feudis, renderà la storia di un matrimonio di facciata che deve preservare dagli scandali, ma che lentamente creerà un legame umano fatto di sincerità e di vero amore. Un percorso che, dalla gabbia sociale dominata dall’apparenza, porta alla verità più assoluta. «Per me è un ritorno emozionante a Brescia - confessa Vanessa Gravina -. Quando avevo vent’anni ho frequentato qui l’università di lingue straniere, e ho bellissimi ricordi del mio periodo in città». Un bagaglio che oggi si confronta con un classico del teatro. «Conoscevo il testo dai tempi della scuola, ma oggi lo affronto con nuovi occhi. Il personaggio di Agata ha uno sviluppo emotivo tutto fuori dalla scena, il suo crescendo personale non si vede sul palco, ma si gioca tutto su un piano interiore, invisibile». Angelo, nobile decaduto, accetta per denaro di unirsi ad Agata, che aspetta un bambino da un nobile già ammogliato. Da questo rapporto di comodo nascerà però un amore intenso, costruito proprio sulla figura di Agata. «È tra i personaggi più impegnativi che abbia mai dovuto interpretare», continua Gravina. «Agata parla pochissimo, ha poche battute nella piéce. È una ragazza vittima di una spietata società borghese fatta di pregiudizi e stereotipi. Eppure, la sua umanità è la sua arma più forte». L’ANALISI del testo sul proprio tempo è lucida e spietata. «Pirandello scrive una commedia amara sulla condizione umana, un intreccio che è soprattutto una meravigliosa storia d’amore. Ci sono i temi a lui più cari: la maschera sociale, l’ipocrisia della società borghese. Ma al centro c’è soprattutto la maturazione di un uomo oppresso che, di fronte ai propri sentimenti, diventa un compagno innamorato. È una catarsi». Un processo guidato dalla solida regìa di Liliana Cavani. «Lavorare con lei è stata una grande esperienza - continua l’attrice -. È una donna sintetica e mai formale. Mi ha accompagnata dentro al mio personaggio, passo per passo. È una donna intrisa di verità». •

Stefano Malosso
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