24 aprile 2019

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21.03.2019

Dodi Battaglia: «Un concerto coi Pooh? Pronto anche subito»

Il chitarrista in una serata del suo fortunato «Perle Tour»BRENZONIDodi Battaglia: dopo mezzo secolo coi Pooh trionfa anche da solista
Il chitarrista in una serata del suo fortunato «Perle Tour»BRENZONIDodi Battaglia: dopo mezzo secolo coi Pooh trionfa anche da solista

«Un concerto con i Pooh? Per me anche domani mattina. E pago io la benzina a tutti». Alla vigilia del suo ritorno in terra bresciana con il «Perle Tour» (sabato sera all’auditorium 1981 Unità d’Italia di Corte Franca, per Macramé), Dodi Battaglia confessa a cuore aperto tutta la sua «nostalgia canaglia» per quel mezzo secolo vissuto da sei corde della band più longeva del pop italiano. «Lo scioglimento? Non sono stato uno dei sostenitori di questa decisione – racconta -. Ma ho dovuto accettarla, seppure con tanti rimpianti. Se qualcuno dovesse proporci un altro concerto insieme sarei pronto, ad una condizione: che l’incasso sia devoluto in beneficenza. I Pooh hanno ricevuto tanto, giusto ricambiare questo affetto». Come sono stati questi primi due anni senza Pooh? Mi sono rimboccato le maniche, sono ripartito con due tour straordinari, 60 concerti all’anno, per dire a tutti che la storia non era finita e continuava in una nuova forma. Ora mi sono inventato questo nuovo show con tante piccole Perle disseminate nella carriera: un altro successo, sia a teatro sia in classifica. Il disco è secondo tra Ligabue e Queen. Cosa devono attendersi i vostri fan dallo spettacolo? Quello che loro stessi hanno voluto: Perle nasce dalla gente, che nei live ha cominciato a chiedermi i brani più nascosti del repertorio dei Pooh. Il tour è partito ad ottobre: sold out e standing ovation. Ora tocca a Brescia, da sempre roccaforte dei Pooh... È sempre stata la città più rock, la culla per tutti quelli che fin dagli anni ’70 facevano musica in modo nuovo: già allora da voi era meglio arrivare ben preparati perché eri sicuro di trovarti davanti un pubblico esigente competente. A Brescia ho coltivato tante amicizie carissime, ogni volta che torno per me è l’occasione per ritrovarle. Riuscirebbe mai a rinunciare al palcoscenico? Ho cominciato a suonare quando avevo cinque anni: ho cambiato compagne, città, case, la musica è stata ed è la mia sola costante di vita. Nulla potrebbe darmi tanta gratificazione. Come diceva Pino Daniele, «Un musicista vero sul palco ci muore». Pochi giorni fa lei è intervenuto come gli altri Pooh in difesa di Riccardo Fogli per l’attacco ricevuto all’Isola dei Famosi: siete ancora amici per sempre? Il vero amico è per sempre. E Riccardo è come un fratello: sarò sempre al suo fianco. La tv non dovrebbe scadere a certi livelli di bassezza. Come nasce l’inedito di Giorgio Faletti nel suo ultimo album? Da una semplice telefonata a sua moglie: mi ha fatto avere questa splendida canzone embrionale che in seguito ho completato. È uscita come singolo in versione 45 giri, una tiratura limitata in vinile colorato, subito esaurita. Ho voluto perfezionarla fino all’ultimo per rispetto della memoria dell’amico Giorgio: la eseguirò per la prima volta probabilmente proprio a Corte Franca.

Claudio Andrizzi
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