27 giugno 2019

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23.05.2019

Doherty & Puta Madres folk ispirato e bohemien

Un’altra tappa nel percorso anarchico del «maudit» più trasgressivo del rock UK anni 2000: dall’esordio dei Libertines nel 2002 è passata molta musica sotto i ponti, la band è insospettabilmente rinata nel 2015 sotto gli ottimi auspici di un album riuscito come «Anthems for dorme youth», ma costringere Pete Doherty in un solo «format» è un’impresa. Come dimostrano le avventure parallele con i Babyshambles o quelle soliste. Per il 2019 lo sregolato rocker, ormai 40enne, regala il brivido di una nuova band di cui si erge quasi inevitabilmente a leader dichiarato fin dal nome: Pete Doherty and the Puta Madres. Ovvero: amici, collaboratori e randagi musicali assortiti convenuti l’estate scorsa in amena località marina della Normandia per quattro giorni di furiose session live in studio. Il risultato è un disco centrato, ispirato, affresco bohemien vecchio stile che indugia spesso verso un folk esistenzialista senza tradire l’originaria matrice punk. Con curiosa citazione Oasis in «Someone else to be». (Strap Originals)

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