20 novembre 2019

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21.07.2019

E l’Orchestra portò Sanremo sul lago

Monia Russo incanta con l’Orchestra Sinfonica di Sanremo
Monia Russo incanta con l’Orchestra Sinfonica di Sanremo

Una splendida serata sull’onda dei ricordi, quella in piazza Duomo a Salò con l’Orchestra Sinfonica di Sanremo diretta da Roberto Molinelli e con la partecipazione della voce solista di Monia Russo: serata speciale della rassegna AcqueDotte che lega sul filo dell’acqua Salò a Cremona e seguita da un pubblico numeroso che ha iniziato a sognare a partire da una versione strumentale di «Nel blu dipinto di blu» prima in versione sinfonica e poi con la grinta dello swing, sul ritmo veloce della batteria. Una volta tanto gli interventi parlati che hanno costellato la serata non sono stati superflui, anzi hanno costituito una parte importante, fondamentale di questa serata: perché Roberto Molinelli non solo è un bravissimo direttore ma anche un raffinato arrangiatore di tutti i brani presentati a Salò, e sa comunicare in modo molto coinvolgente col pubblico. Ne è nata una piccola «storia di Sanremo» – ovviamente incompleta – ma piena di notizie, di episodi che dimostrano una conoscenza profonda da parte del direttore di questo mondo che ha fatto sognare non generazioni di italiani, ma di appassionati in tutto il mondo. E poi la voce di Monia Russo: giovane, ma con una tecnica strepitosa e una carica di passione che l’hanno posta al centro dell’attenzione per tutta la serata, capace di passare dalla vocalità alla Antonella Ruggiero dei Matia Bazar in «Ti sento» a quella di Mia Martini di «Almeno tu nell’universo» e di Fiorella Mannoia per «Quello che le donne non dicono». Ma anche in grado di ben rappresentare le aspirazioni tenorili di Claudio Villa in «Un amore così grande» e la passione disperata di Eduardo De Crescenzo in «Ancora». Arrangiamenti culminati per delicatezza in «Se stasera sono qui» di Luigi Tenco e in un gigantesco medley finale che andava da «Zingara» a «Cuore matto», da «Fatti mandare dalla mamma» a «Quando quando quando» e al «Ragazzo della via Gluck» per terminare con «Che sarà». La voce di Monia Russo è veramente versatile e Roberto Molinelli ha saputo valorizzarla al cento per cento attraverso arrangiamenti che utilizzano sapientemente la tecnica della modulazione, capaci di sfruttare i vari registri della giovane cantante. Il pubblico, letteralmente in visibilio alla fine della serata, ha ottenuto in bis uno splendido «New York, New York» che, forse non tutti lo ricordano, è stata anch’essa a Sanremo. •

Luigi Fertonani
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