23 maggio 2019

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19.04.2019

Ecco i Long Ryders anima country punk e psichedelica

I Long Ryders sono nati su impulso di Sid Griffin:con lui   Greg Sowders, Des Brewer  e  Steve McCarthyIl triplo album del 2016
I Long Ryders sono nati su impulso di Sid Griffin:con lui Greg Sowders, Des Brewer e Steve McCarthyIl triplo album del 2016

Notte di grande rock ‘n roll a Chiari con un mito del paisley underground americano: all’auditorium Toscanini arrivano i Long Ryders, formazione centrale del rinascimento psichedelico anni ’80, tornata in pista con line-up originale per il nuovo album «Psychedelic Country Soul» uscito a febbraio. Organizza l’associazione degli Amici per la Diffusione della Musica Rock: alle 20.30, prenotazioni biglietti al 349 3589244 oppure scrivendo all’indirizzo mail maurizio.mazzotti61@gmail.com. Parlare di Long Ryders significa fare un tuffo nel buco nero del tempo, indietro fino all’alba dei magici eighties: siamo nel pieno della rivoluzione post-punk, ma facendosi largo tra le tenebre gli Usa improvvisamente si riscoprono dentro un’anima multicolore e lisergica, riallacciando i contatti con la stagione acid rock californiana dei ’60. Tante le band che salgono sul carro della nuova onda: tra i Rem, i Rain Parade e i Dream Syndicate spuntano anche loro, i cavalieri dalle lunghe ombre che prendono il titolo dall’omonimo film di Walter Hill. I Long Ryders nascono a Los Angeles nel 1981 dall’iniziativa di Sid Griffin, cantante e chitarrista già noto per la breve militanza con gli ultrapsichedelici Unclaimed: con lui l’altro chitarrista Steve McCarthy, il batterista Greg Sowders e il bassista Barry Shank presto sostituito da Des Brewer. Passa poco tempo e già nelle radio risuona il riff irresistibile di «10-5-60», title track del primo mini album: tiro ineccepibile, taglio sixties ma grinta punk per un sound che promette faville. Nel 1985 arriva l’album d’esordio «Native sons»: lo stile appare già più raffinato, più evidenti le influenze cosmic country di band come Byrds, Buffalo Springfield, Flying Burrito Brothers. I Ryders diventano subito un fenomeno, firmano per la Island e bissano con il secondo lavoro «State of our union», anticipato da un singolo bomba come «Looking for Lewis & Clark»: il disco sembra promettere grandi cose, ma nel 1987, dopo la pubblicazione di «Two fisted tales» arriva lo scioglimento. Solo nel 2004 il primo tentativo di riavvicinamento per una serie di date in Inghilterra: per tornare a suonare in patria la band deve attendere fino al 2009. Nel 2016 la Cherry Red pubblica un cofanetto con i loro tre album e varie rarità: quanto basta per riaccendere l’interesse delle nuove generazioni e giustificare il rientro in azione della band, che registra il nuovo disco nello studio di Dr Dre a Los Angeles con ospiti come le vecchie compagne di strada Bangles e Dave Perlman. «Psychedelic Country Soul» colpisce nel segno: la band sembra rinata sotto una buona stella, l’ispirazione è ancora lucida, e i palchi di tutto il mondo attendono il tour che ferma a Chiari. •

Claudio Andrizzi
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