13 novembre 2019

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20.06.2019

Ecco Johnny Marr chitarra di un’epoca che non tramonta

Johnny Marr ha suonato con The The di Matt Johnson e ha collaborato con Billy Bragg, Bryan Ferry e BeckMorrissey e Johnny Marr
Johnny Marr ha suonato con The The di Matt Johnson e ha collaborato con Billy Bragg, Bryan Ferry e BeckMorrissey e Johnny Marr

Partenza col botto per l’estate live di Tener-A-Mente: il festival del Vittoriale di Gardone Riviera si apre questa sera sotto il segno di Johnny Marr, leggenda dell’alternative rock inglese, ex-chitarrista degli Smiths, icona british da poco artefice di un nuovo percorso solista. Appuntamento alle 21.15, biglietti da 40 a 30 euro, info prevendite su anfiteatrodelvittoriale.it. Sul palco vista lago di casa D’Annunzio arriva un personaggio senza dubbio singolare, che ha spesso spiazzato le attese dei fan con un percorso fuori dagli schemi. Alle sue spalle la gigantesca eredità Smiths, band fra le più visceralmente amate di tutti i tempi, simbolo di una generazione. La coppia Morrissey-Marr è stata una delle partnership fondamentali della storia del rock, al pari di Lennon-McCartney, Jagger-Richards, Strummer-Jones, con un catalogo di inni immortali in sei album e una valanga di singoli strepitosi chenon hanno esaurito il loro potere seducente, continuando a ispirare nuove schiere di giovani musicisti. Merito anche dell’inimitabile stile chitarristico di Marr, cruciale per definire i parametri di un’epoca, richiestissimo dopo lo scioglimento della band del 1987. Dalle esperienze come componente dei magnifici The The di Matt Johnson, degli Electronic (insieme a Bernard Sumner dei New Order e Neil Tennant dei Pet Shop Boys), di Modest Mouse o Cribs fino alle collaborazioni con Billy Bragg, Bryan Ferry, Beck, Tom Jones, John Frusciante, Talking Heads e via elencando, fino alla conquista di riconoscimenti come il Lifetime Achievement Award dal mensile inglese Q, Marr si è tenuto occupato per buona parte degli ultimi trent’anni rimandando il debutto ufficiale come solista. Nel 2003 primo timido tentativo accreditato a Johnny Marr & the Healers, passato semi inosservato: la carriera è decollata nel 2013 con «The Messenger», per raggiungere il vertice l’anno dopo con l’eccezionale «Playland». Da pochi mesi è uscito il quarto lavoro «Call the comet». «Disco più emozionale rispetto ai precedenti – dice lui –. I testi sono più profondi. Riguardano soprattutto le cose che mi circondano, ma ci sono anche un paio di canzoni che hanno a che fare con me. Per me è un momento molto positivo, grazie al nuovo disco il repertorio è cresciuto molto, le canzoni hanno un tono drammatico che ha portato una nuova dimensione nei miei set. Il livello di comprensione con la platea ora mi fa sentire a mio agio». Nel set non possono però mancare i classici dell’era Smiths: patrimonio che secondo il suo autore non potrà mai essere dimenticato. «Non puoi cambiare la storia – ha dichiarato Marr –. Le nostre canzoni sono parte della cultura, ognuno può ascoltarle, giudicarle e decidere». •

Claudio Andrizzi
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