15 settembre 2019

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17.04.2019

Elisa a cuore aperto nel primo dei sold out

Teatro Morato esaurito per il «Diari Aperti Tour» SIMONE VENEZIA«Promettimi» di Elisa è stata scelta da Save The Children FOTOLIVE
Teatro Morato esaurito per il «Diari Aperti Tour» SIMONE VENEZIA«Promettimi» di Elisa è stata scelta da Save The Children FOTOLIVE

Elisa chiama, Brescia risponde con un doppio, clamoroso sold out: ieri sera il primo atto del ritorno in terra bresciana della cantante friulana si è risolto in un prevedibile successo, propiziato dall’entusiasmo di un pubblico che ha stipato il Gran Teatro Morato di via San Zeno fino all’ultima poltrona per seguire le evoluzioni acrobatiche di questo attesissimo «Diari Aperti Tour», partito il 18 marzo da Firenze, atteso al capolinea a fine maggio. Questa sera si replica con tanta attesa per questa Elisa post «Amici» ormai istituzionalizzata dal più frequentato talent della tv italiana, cui ha partecipato per ben tre edizioni senza che questo abbia in alcuni modo alienato i vecchi fan. Anzi, due anni dopo l’ultima esperienza alla corte di Maria De Filippi, la platea sembra essersi ulteriormente rinforzata dopo aver plaudito con convinzione alle suggestioni dell’ultimo album. Da lì lo show ha preso avvio, con l’intro di «Come fosse adesso» e l’onda di tenerezza di «Promettimi», il pezzo dedicato al figlio Sebastian scelto per la campagna «Fino all’ultimo bambino» di Save The Children, organizzazione della quale la cantante è diventata ambasciatrice nel centenario della fondazione. L’ultimo disco si mostra del resto propedeutico al profilo di un’artista che oggi predilige un approccio al palco segnato da una maggior cura al dettaglio visivo e scenografico, senza mai venir meno a una linea che da sempre punta soprattutto alla centralità della musica, cercando di tener fede al mandato iniziale: quello di raccontarsi a cuore aperto attraverso le canzoni, di costruire con questo show una specie di grande diario aperto in cui tutti i fan potessero riconoscersi, afferrando l’occasione di un contatto più intimo e diretto con l’artista. La scaletta è andata a pescare un po’ in tutti i capitoli della sua carriera. Ecco quindi il sussulto di «Heaven out of hell», il salto all’indietro nel tempo fino a «Luce», che mantiene sempre la statura di uno dei più grandi classici del suo repertorio, prima del ritorno al presente nella seconda parte del live con l’inno «Se piovesse il tuo nome», il brano che ha connesso Elisa alla nuova scuola dell’it pop con la garanzia della firma di Calcutta. «A prayer» porta sullo schermo l’immagine di Greta con il popolo del climate change: da qui in poi il recital si lancia verso il gran finale, suggellato da un rapporto di grande intesa tra «palco e realtà», restringendo in un medley ad alto impatto emozionale grandi hit come «Broken», «Labyrinth», «Cure me» e «No hero», con il pubblico scatenato sotto palco in attesa dei bis con «Gli ostacoli del cuore», definitivo segnale di capolinea del concerto: canzone evidentemente amatissima, che ha contrappuntato d’entusiasmo corale l’epilogo. Secondo atto questa sera. •

Claudio Andrizzi
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