25 maggio 2019

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20.04.2019

Francesco Renga trionfa a Elnòs «Che bello conoscere chi ti ama»

Oltre 400 fans al centro Elnòs di Roncadelle per RengaFrancesco Renga scatta un selfie con un suo fan all’Elnòs
Oltre 400 fans al centro Elnòs di Roncadelle per RengaFrancesco Renga scatta un selfie con un suo fan all’Elnòs

Ci voleva il «nostro» Francesco Renga per sbancare al centro commerciale Elnòs di Roncadelle. A giudicare dalla folla che ha riempito il firma copie del cantante bresciano, l’attesa per «L’altra metà», ottavo album di inediti in carriera, era davvero spasmodica. D’ALTRA PARTE, il terreno per il ritorno della voce maschile bresciana più piena e riconoscibile in Italia è stato preparato per 3 anni, dopo l’uscita di «Scriverò il tuo nome». In mezzo ci sono stati un tour e un singolo registrato con i colleghi d’annata Nek e Max Pezzali, una partecipazione al Festival di Sanremo come ospite, e quella più recente come concorrente, con il brano «Aspetto che torni». Insomma, pure in assenza di album Renga si è dato parecchio da fare, e sembra che questa produttività sia stata un toccasana per un artista, a prima vista, in grande spolvero: i riccioli mori sempre al loro disordinato posto, giacca di pelle e occhiali scuri come la più classica immagine della pop-star pretende. Perché, parlando di Francesco Renga, di questo si tratta: le oltre 400 persone incolonnate in adorante attesa certificano lo status di icona nazionale del cantante, pronto ad intraprendere un tour europeo nella primavera del 2020, dopo quello «interno» in autunno, che verrà inaugurato dalle tappe del 27 maggio e del 13 giugno, rispettivamente all’Arena di Verona e al Teatro Antico di Taormina. La brutta notizia, per il momento, è l’assenza nel calendario di una data bresciana. Per ora i fan concittadini si devono accontentare della prima tappa dell’instore tour, eventi che inizialmente «non convincevano» il cantante, apparso invece felice di «conoscere le persone che ti amano e ti seguono», per usare le parole dello stesso artista. LA VOCALITÀ di Renga resta, purtroppo, nascosta dalla grande mole di dischi da autografare nella lunga serata. Solamente 4 note vibrano sulle corde vocali dell’artista, in quel «Ciao Brescia» che, a microfono impugnato con approccio da palcoscenico quasi come deformazione professionale, regala sprazzi del carisma che ha fatto di Francesco Renga una delle eccellenze bresciane più famose e apprezzate in assoluto. Ed è ancora più notevole il fatto che questo artista abbia attraversato, uscendone indenne, diverse epoche musicali, dalla parentesi del rock anni ’90 con i Timoria, passando per il pop ultra-melodico dei primi 2000, fino a un lavoro che si preannuncia più indie, se è vero che, come dichiarato dallo stesso cantante, è viziato dall’ascolto di autori come Coez, Gazelle e Calcutta. «Uno spartiacque tra ciò che sono stato e ciò che sarò», così Renga ha sintetizzato l’anima di «L’altra metà», un titolo che è forse un riferimento alla metà di secolo appena inaugurata (a giugno spegnerà 51 candeline), oppure, con una lettura meno scontata, la diversa prospettiva che la maturità musicale ha consegnato all’artista. È un album orientato verso il pubblico, grazie al linguaggio «consono e consapevole» della contemporaneità; un viaggio che parte dall’abbraccio di oltre 400 persone a un artista bresciano che ha il suo pezzo di mondo musicale definito, riconoscibile, incrollabile praticamente da quasi 30 anni. • © RIPRODUZIONE RISERVATA

Vincenzo Spinoso
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