24 aprile 2019

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08.03.2019

Fronte Unico, il rap femminista «Insieme contro il maschilismo»

Mekis e Zorba: insieme nel gruppo rap militante Fronte UnicoIl brano è stato lanciato in collaborazione con Nudm Brescia
Mekis e Zorba: insieme nel gruppo rap militante Fronte UnicoIl brano è stato lanciato in collaborazione con Nudm Brescia

Chi pensa che l’espressione «rap femminista» sia ossimorica potrebbe ricredersi presto. Gli artisti Zorba e Mekis, dal gruppo rap militante Fronte Unico, sfidano con il singolo «E tornarono le streghe» i limiti e le convenzioni di un genere musicale fin troppo noto per sessismo e volgarità. Le strofe sono una densa riflessione sulla discriminazione di genere rivolta ai rapper e a tutti gli individui nati maschio, invitati a interrogarsi sul machismo che impregna i loro testi. Il refrain abbandona il tono polemico per celebrare il movimento femminista globale: «E tornarono le streghe con pozioni da bere / a dare una speranza in questo museo delle cere». Mentre l’ultimo album di Fronte Unico, «Carta da parati», è uscito il 22 febbraio, il singolo sarà disponibile da oggi. Scelta per nulla casuale: la festa della donna è stata rivendicata dai movimenti femministi come giornata di lotta alle derive ultraconservatrici di molti governi. ANCHE A BRESCIA il nodo locale del movimento «Non una di meno» ha lanciato in città lo sciopero femminista. Fronte Unico ha chiesto per il proprio singolo la collaborazione di Nudm Brescia, che ha contribuito all’editing del testo. «Il maschilismo nel rap ha radici profonde - racconta Zorba -: il genere è nato negli Stati Uniti, in situazioni di forte disagio sociale. L’ambiente era marcatamente patriarcale». Lo scimmiottamento di questi modelli da parte dei rapper italiani, tuttavia, ha portato risultati discutibili: tematiche e testi vengono copiati ma solo di rado rielaborati nel contesto sociale italiano. Ne deriva uno stile stonato. «Prima i duelli tra rapper erano quasi poetici, i cantanti improvvisavano persino racconti in rima. Ora sono gare di insulti. Ma se non conosco chi mi sta di fronte, su cosa mi baso per attaccarlo?». La risposta, purtroppo, si sa: gli insulti riguarderanno il suo aspetto fisico e i suoi parenti di sesso femminile. «Temi volgari, patriarcali e comunque ormai abusati». È ora che il rap rompa gli schemi per parlare di cose nuove, abbracciando i temi più importanti per la società: il femminismo è tra questi. «Il patriarcato è la chiave di volta del sistema oppressivo in cui viviamo. Per un uomo è molto più difficile capirlo, perché è dalla parte dominante». Per fare il rap femminista, bisogna fare femministi i rapper. Il primo passo, argomenta Zorba, è accorgersi del problema: «Appena ho capito di vivere in un mondo patriarcale, posso chiedermi: mi va bene? Se la risposta è sì, continuo a vivere come prima. Se la risposta è no, mi rendo conto che il patriarcato è tutto intorno, nelle parole che utilizziamo e nei nostri modi di comportarci. È giusto che le donne siano in prima fila, ma questa causa non riguarda solo loro. Attraversa tutte le lotte e da tutte è attraversata. Per questo non ha senso buttarla sullo scontro tra i sessi: per vincere il patriarcato dobbiamo essere uniti e unite. Non c’è un modo diverso per cambiare il mondo». •

Anna Castoldi
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