24 aprile 2019

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21.03.2019

Giardini, la nuova Forma Mentis

Umberto Maria Giardini
Umberto Maria Giardini

Torna a Brescia Umberto Maria Giardini, stasera alla Latteria Molloy con il «Forma Mentis Tour» (dal titolo del nuovo album uscito il 22 febbraio per Ala Bianca). Alle 20.30 la Cena Parlata con Jean-Luc Stote (prenotazioni a info@latteriamolloy pagando solo la cena oltre al biglietto; 10 euro l’ingresso, inizio del live alle 22). GIARDINI torna in azione con un disco complesso, dilatato: quasi una sfida d’autore con se stesso. «Ampliare i confini della forma canzone è per me un obiettivo molto importante, se non determinante – racconta l’artista -. A volte cerco di attenermi ai canoni tradizionali nei brani che immagino come potenziali singoli, ma non appena riesco cerco di spaziare il più possibile. Sono un musicista, l’istinto animale di un appassionato vorace di rock e psichedelia è qualcosa che non si può tenere a bada. E la dimensione live è una situazione di appagamento tridimensionale di cui non si può fare a meno». A nove anni dalla «morte» di Moltheni, come si presentava nella prima parte della carriera, «è cambiato tutto e niente. In linea di massima sono sempre io, nella mia traiettoria evolutiva, con una nuova attitudine ai suoni, alle produzioni». IL NUOVO DISCO arriva dopo la parentesi di gruppo con Stella Maris: «Due percorsi radicalmente diversi, quindi l’influenza di quella esperienza su questo album è stata pari a zero. Quella band è stata concepita come un gioco diventato realtà in maniera molto veloce, nell’ambito del quale mi sono mi sono trasformato ad esigenza del progetto artistico». SENZA NOSTALGIE per il passato, neanche per Sanremo dopo la partecipazione del 2000 («Il Festival ha sempre un fascino particolare, ma credo che nella musica come nel calcio ognuno debba concentrarsi sul suo status quo»), dopo una carriera quasi ventennale Giardini vorrebbe «lavorare alla produzione di colonne sonore legate alla cinematografia o alla documentaristica: credo di avere ormai una preparazione che potrebbe garantirmi un successo. Ma le cose accadono perché devono accadere». •

C.A.
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