22 luglio 2019

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20.06.2019

Hobby Horse, il jazz trasversale Poi gli sfrenati Perelman e Shipp

L’americano Matthew Shipp al piano e il brasiliano Ivo Perelman al sax Stefano Tamborrino, Joe Rehmer   e Dan Kinzelman: Hobby Horse
L’americano Matthew Shipp al piano e il brasiliano Ivo Perelman al sax Stefano Tamborrino, Joe Rehmer e Dan Kinzelman: Hobby Horse

Dalla natura le sue armonie: germinano dalla terra, divampano by night, quindi si propagano attraverso scosse telluriche che conducono magneticamente musica, sperimentazioni e altre contaminazioni. Fedeli al manifesto programmatico che è collaudata formula alchemica, sintesi perfetta del progetto e della sua essenza: «Arts + food + wine = love!». Dopo i primi, eterei abbagli fra jazz, elettronica ed echi trip-hop pennellati ieri a Orzinuovi dagli Ata, Ground Music Festival (terza edizione, direzione artistica di Gabriele Mitelli) stasera vira verso le colline della Franciacorta, luogo d’elezione ed epicentro del progetto fin dal primo giorno. L’APPUNTAMENTO è fissato per le 21.30 all’azienda agricola Lo Sparviere di Monticelli Brusati, dove cerimonieri noise-jazz saranno gli Hobby Horse, ovvero il trio di Dan Kinzelman (sax tenore, clarinetti, percussioni, voce, elettronica), Joe Rehmer (contrabbasso, armonium, voce, elettronica) e Stefano Tamborrino (batteria, voce, elettronica): attivi dal 2010, protesi oltre le definizioni e oltre i confini al punto da creare un proprio linguaggio espressivo originalissimo e difficilmente classificabile, nei loro otto anni di attività HH hanno prodotto sei dischi, accolti con entusiasmo sia dalla critica che da un pubblico sempre più vasto. Così come ampio è il melting-pot di stili cui il trio attinge, rielaborandoli poi in un incontro non convenzionale fra mondi trasversali, che oscillano dalla slam poetry all’hip hop, passando per bossa nova, psichedelia, prog rock, techno e musica da camera: un viaggio nel quale droni ipnotici e misteriosi si alternano a violente esplosioni di energia, il tutto unito da una sottile attenzione timbrica e melodica, da un senso di scoperta costante e da una tensione musicale palpabile. Nella loro imprevedibilità, i concerti degli Hobby Horse trovano sempre e comunque forma e direzione compiuta, plasmata da un’incontrovertibile logica frutto della fiducia reciproca e della lunga esperienza condivisa; da un’ossessiva ricerca della libertà, che si traduce in un’incoerente-coerenza dagli esiti mutevoli e sorprendenti. Prima di loro, a completare la line-up della serata, il duo formato da Ivo Perelman e Matthew Shipp, rispettivamente sax e piano. Brasiliano il primo, americano il secondo, forti di una collaborazione artistica ventennale insieme creano una musica completamente improvvisata, tanto lirica quanto audace. Rinunciando a qualsiasi sostegno ordinario (melodie scritte, indicazioni predeterminate di tempo), cancellano i confini tra composizione tradizionale e performance: il suono proteiforme di Perelman fonde infatti tecniche estese e purezza di passione, per arricchirsi con l’iridescente spettro di combinazioni timbriche e forme di attacco generate da Shipp. La loro missione di scoperta condivisa (con una vastissima produzione discografica per la storica Leo Records), li colloca a tutti gli effetti nel pantheon degli eroi post-free. L’INGRESSO, compreso calice di benvenuto, costa 15 euro; già dalle 20 possibilità di banchettare con street-food a chilometro zero, in caso di pioggia i concerti si terranno all'Alberodonte di Rodengo Saiano. Dove domani sera sono attesi invece il chitarrista Paolo Angeli, con il suo progetto «Free Radiohead», e Cristiano Calcagnile, a rinsaldare la collaborazione con l’etichetta We Insist! (groundmusicfestival.com). •

Elia Zupelli
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