20 maggio 2019

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18.04.2019

I Chemical Brothers creano nuove geografie

Venticinque anni di musica protesa al futuro: giunti al traguardo del nono album, i Chemical Brothers continuano a guardare avanti con una nuova collezione di perle che aggiunge preziose rifiniture e ipotesi a un sound sempre sorprendente. Difficile immaginare un caso analogo nell’ultimo quarto di secolo: partiti nell’epoca di massimo splendore della rave culture, Tom Rowland e Ed Simons hanno dettato le regole della dance d’avanguardia nel 1995 con debutto classico di «Exit planet dust», per poi riscriverle nel 2010 con «Further»,visionario capolavoro della maturità. Ora sono di nuovo in pista, anagraficamente lontani forse dal popolo della notte, eppure ancora determinati a disegnare nuove traiettorie per la loro visione, a immaginare ipotesi di sviluppo per quella techno cosmica in odor di psichedelia che vanno rifinendo fin dagli esordi. «No Geography» è un passo oltre: disco vibrante, frenetico, adrenalinico, una spirale di suono, un vortice electro-funk che non lascia scampo. (Virgin)

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