16 ottobre 2019

Spettacoli

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25.05.2019

Il «Battito animale» di Raf e Tozzi Una «Notterosa» da non scordare

Il sogno di un tour insieme cullato per trent’anni FABRIZIO CATTINA FOTOLIVETra i pezzi «Qualcosa qualcuno», «Gente di mare» e «Cosa resterà degli anni ‘80» FOTOLIVE F. CATTINA
Il sogno di un tour insieme cullato per trent’anni FABRIZIO CATTINA FOTOLIVETra i pezzi «Qualcosa qualcuno», «Gente di mare» e «Cosa resterà degli anni ‘80» FOTOLIVE F. CATTINA

E la gente di Brescia va. Persa nel dolce naufragare di un’onda lontana che torna a sciabordare nel quotidiano, portandosi dietro l’afflato nostalgico di tempi ormai andati, quando Gloria mancava ancora nell’aria e mezzo mondo si scatenava in pista perdendo completamente il self control. Sul palco del Dis_Play la coppia più attesa della stagione italiana 2019: Raf e Tozzi, amici da una vita, già vicini di casa addirittura, con quel sogno di un tour insieme andato in porto solo ora, a trent’anni dalla prima collaborazione. «DOVEVA succedere prima o poi», hanno detto Raffaele e Umberto: vero, perché in fondo questo show sembra quasi il logico epilogo di un lungo percorso parallelo, che ha attraversato la storia della musica italiana viaggiando in contropiede, scartando i luoghi comuni della tradizione nazionale per privilegiare fin dall’inizio un’ottica pop, internazionale, sprovincializzante. Il tutto senza mai venir meno alla missione primaria: l’assalto al top delle classifiche, la monopolizzazione dell’airplay radiofonico, ottenuta a suon di hit colossali. Successi che costituiscono quasi inevitabilmente la spina dorsale dello spettacolo, cantato ieri sera a squarciagola dall’inizio alla fine dalla platea bresciana. CIRCA 2000 spettatori, tra seguaci della prima ora e fan di nuova generazione arrivati magari al seguito di mamme, zie, fratelli o sorelle: pubblico trasversale (con Ambra notata nelle prime file), per uno show che parte in quarta cavalcando il beat gagliardo del «Battito Animale», planando subito fra le note del superclassico «Ti amo», che regge a quanto sembra perfettamente le 40 stagioni ormai accumulate dall’uscita, recentemente celebrate da un concertone galeotto in dentro l’Arena di Verona che ha rimesso in moto il sodalizio Raffa-Umba. LA SINTONIA tra i due è totale fin dalle prime battute, si legge tra le righe il filo di una comune sensibilità, di quella modernità fisiologica che in fondo sembra distanziare ancora oggi buona parte della produzione Raf-Tozzi dall’imperante riflusso neomelodico della canzone contemporanea. Scorrono così l’iperbolica «Notte rosa» e «Sei la più bella del mondo», riecheggiano i ritornelli mandati a memoria di «Qualcosa qualcuno» e «Siamo soli nell’immenso vuoto che c’è», si ritorna a quel primo esperimento a quattro mani con «Gente di mare» riecheggiato nel recente singolo «Come una danza», prima di approdare al tripudio di «Cosa resterà degli anni ‘80» e di una travolgente «Stella stai». In mezzo ai grandi successi di entrambi ecco la citazione beatlesiana di «Yellow Submarine», in fondo plausibile per due artisti che han sempre istintivamente guardato oltreconfine per cercare le migliori fonti d’ispirazione, trovando la scintilla giusta per sfondare in mezzo mondo con hit globali come «Gloria» e «Self Control» . Il gran finale giunge dopo due ore e mezzo godibilissime, ad alto tasso di energia: lo show rende onore a due veterani che hanno conquistato Brescia dimostrando di sapersi ancora divertire come ai vecchi tempi, per la gioia di un pubblico in delirio. •

Claudio Andrizzi
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