08 agosto 2020

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28.03.2020 Tags: Musica

Il Giappone arriva nelle case dei lettori

Paolo Linetti: ha aderito all’iniziativa di Bresciaoggi.it PEPPE TUCCILLO
Paolo Linetti: ha aderito all’iniziativa di Bresciaoggi.it PEPPE TUCCILLO

Il mondo fluttuante approda nelle abitazioni dei lettori di Bresciaoggi.it. Si può navigare in salotto, sul divano, grazie alla musica, al teatro, all’arte dalla camera: l’iniziativa fedele alla linea di un imperativo categorico, #Reagiamoallapaura, e che nei giorni scorsi ha visto sulla stessa lunghezza d’onda talenti di ogni genere, dal cinema al palcoscenico, dal cantautorato alla televisione, dalla comicità alla classicità. Nelle prossime ore sarà tempo di parlare di mostre, grazie al contributo che porterà Paolo Linetti. Bresciano, direttore del Museo d’arte orientale Mazzocchi di Coccaglio, dopo aver fatto crescere per una decina d’anni la manifestazione «Il Giappone nel chiostro» nel museo Diocesano di Brescia è approdato al castello Visconteo di Pavia dove ha curato la mostra «Hokusai Utamaro Hiroshige - Capolavori dell’arte giapponese», con Laura Aldovini conservatore dei Musei Civici di Pavia e Tara Weber, che guida la Johannesburg Art Gallery. SONO VISSUTI fra la seconda metà del Settecento e la metà dell’Ottocento, i tre autori al centro della mostra: si tratta di Katsushika Hokusai, Utagawa Hiroshige e Kitagawa Utamaro. I loro capolavori sono messi a confronto con quelli di Manet, Toulouse Lautrec, Bonnard, Pissarro e Gauguin. Una parte di capolavori proviene dalla galleria sudafricana, una parte appartiene al patrimonio culturale dei musei pavesi: l’arte della stampa ukiyo-e è presentata dunque nel suo sviluppo storico, a Pavia. Queste «immagini del mondo fluttuante, superbe incisioni a colori su legno che influenzarono in maniera notevole l’arte europea del diciannovesimo secolo, sono «il prodotto della giovane e impetuosa temperie culturale fiorita nelle città di Edo, l’attuale Tokyo, Osaka e Kyoto» così come è stato descritto dai curatori, a cominciare da Linetti. Le opere monocromatiche di Hishikawa Moronobu sono state colorate a mano con i pennelli. Nel Settecento si è sviluppata la tecnica della stampa policromatica, cambiamento su cui si è basata l’indiscutibile popolarità di queste opere sia in Giappone che in Europa e Stati Uniti. A circa 170 opere dal Sudafrica si è unita una trentina di stampe ukiyo-e di proprietà dei musei di Pavia (periodo 1856-1857) eseguite da Kunisada Utagawa: esposti i fogli del lascito di Renato Sòriga. La mostra è visitabile al tempo del Coronavirus grazie all’iniziativa di Bresciaoggi.it. Che porta il Giappone nelle case dei bresciani. • © RIPRODUZIONE RISERVATA

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