01 ottobre 2020

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25.01.2020 Tags: Musica

Il Memorioso porta la Storia sul palco per i giovani

Massimiliano Speziani: interpreta Moshe Bejski  FOTO GIOVANNI TAMMARO
Massimiliano Speziani: interpreta Moshe Bejski FOTO GIOVANNI TAMMARO

Esplorando Gerusalemme, è possibile scoprire un luogo chiamato «Giardino dei Giusti», dove ogni albero è stato piantato per ricordare un uomo che durante la Shoah ha salvato un ebreo dall’odio nazista. Uno spazio nel quale la memoria diventa tangibile, affidando ad un’evidenza materiale l’importanza del ricordo. Ideatore di quel luogo è stato Moshe Bejski, perseguitato dai nazisti e scampato alla deportazione nei campi di concentramento grazie all’intervento di Oskar Schindler. Una figura sulla quale si torna a far luce grazie allo spettacolo «Il Memorioso», in arrivo al Teatro Mina Mezzadri oggi alle 20.30 e domani alle 15.30 all’interno del «Progetto Memoria» del Centro Teatrale Bresciano in occasione della Giornata della Memoria. Un commovente monologo, diretto da Paola Bigatto e Massimiliano Speziani, che sarà Moshe Bejski, per anni presidente della Commissione dei Giusti al Memoriale di Yad Vashem. Sul palcoscenico, una scrivania coperta di documenti e un uomo che racconta le storie di persone di ogni nazionalità e provenienza, che si diedero da fare per salvare gli ebrei dal dramma dell’Olocausto. «LO SPETTACOLO nasce dal libro “Il tribunale del bene” di Gabriele Nissim - racconta Speziani -. È frutto del lavoro a quattro mani con Paola Bigatto e lo stesso Nissim. Volevamo studiare il male dal punto di vista del bene, attraverso un testo che mostra come in alcuni momenti della storia possano accadere dei miracoli. Immergersi nel ricordo della Shoah aiuta a opporsi al fascino del male che risiede nell’uomo, mostrando come la possibilità del bene sia più radicale». Moshe ha trasformato il suo destino in un esempio universale, lavorando affinché Schindler venisse onorato, al pari di molti altri «gentili» che aiutarono gli ebrei. «Moshe era tra i mille salvati dall’industriale, sapeva che era un eroe chiunque avesse rischiato qualcosa della propria vita. Mentre Wiesenthal dava la caccia ai nazisti in fuga, il Memorioso cercava i giusti, coloro che avevano fatto il bene. I giusti ci portano a riflettere sulla nostra epoca: dobbiamo guardare alla persona, non all’eroe. Abbiamo tanti esempi che ci mostrano come sia possibile fare il bene con piccoli gesti. Si pensi a Gino Bartali, che salvò tante persone trasportando documenti nella sua bicicletta». Tra le pieghe della narrazione, nasce una riflessione per le giovani generazioni: «Lo spettacolo nasce pensando alle scuole. Ricordando che ogni uomo per molte cause – umanità, interesse, caso – può essere un Giusto». • © RIPRODUZIONE RISERVATA

Stefano Malosso
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