23 ottobre 2019

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08.10.2019

La biblioteca musicale Franchi fra i Beni Culturali in Lombardia

Antonio  Bazzini: rinvenuti suoi manoscritti autografi
Antonio Bazzini: rinvenuti suoi manoscritti autografi

La famiglia bresciana Franchi ha avuto una grande importanza per la vita musicale della nostra città: Attilio Franchi (1801 – 1855) trasmise la sua passione a cinque dei suoi numerosi figli, in particolare al primogenito Gaetano. Nel tempo numerose furono le amicizie che la famiglia Franchi coltivò con rappresentanti della vita culturale bresciana e milanese, da Giambattista Soncini a Costantino Quaranta e Giacomo Conti, dai violinisti Camillo Zuccoli e Francesco Piazza al violoncellista Emilio Bertolini. E nel corso di ben quattro generazioni, grazie alla passione familiare per la musica e alla notevole capacità esecutiva dei suoi membri, nacque anche una vasta e importante biblioteca musicale – oggi ospitata a Milano - che comprende numerose raccolte ottocentesche ma che raggiunge anche musiche a stampa e manoscritte la seconda metà del Settecento, per arrivare fino agli inizi del secolo scorso. Un materiale che gli eredi della famiglia, in particolare Elena Maria Franchi che a suo tempo ha studiato al nostro Conservatorio, si sono preoccupati non solo di conservare, ma anche di rendere noto e fruibile anche ad appassionati e studiosi: il 14 maggio di quest’anno si è svolto a Milano un sopralluogo da parte di funzionari della Biblioteca Statale di Cremona per il Ministero per i Beni e le Attività Culturali della Lombardia che ha definito la Franchi «…un pregevole esempio di biblioteca musicale che coniuga l’origine strettamente domestica legata alla passione familiare per la musica e la capacità dei primi proprietari, con l’attenzione nel tempo… alla conservazione di materiale che è diventato documento storico e strumento di ricerca». INFATTI, fra le varie edizioni antiche nel Fondo Franchi, sono presenti volumi estremamente pregevoli come le Sonate per violino e basso continuo op. 5 di Arcangelo Corelli pubblicate da Antonio Zatta, due edizioni dell’Estro Poetico – Armonico di Benedetto Marcello pubblicate a Venezia nel 1803 e un’edizione delle Sonate per violino e basso continuo di Giuseppe Tartini che reca la data «Padova, lì 30 giugno 1754». MA NATURALMENTE estremo interesse destano anche i manoscritti autografi del bresciano Antonio Bazzini, fra i quali è stato ritrovato il manoscritto originale del melodramma «Giuffredi o gli scacciati», un’opera a suo tempo citata come perduta dal musicologo Claudio Sartori, e che nella Biblioteca Franchi è presente non solo col manoscritto originale ma anche col libretto originale manoscritto. Un risultato notevole, che non manca di interessare gli esperti e i semplici appassionati all’arte oltre le mode, oltre le epoche. La conclusione dei funzionari – Raffaello Barbierato e Francesco Maria Liborio – diretta al Ministero è che la Biblioteca Musicale Franchi «evidenzia un carattere di eccezionale interesse culturale» e viene segnalata come tale alla Soprintendenza Archivistica e Bibliografia della Lombardia. Di qui il suo inserimento nei Beni Culturali. • © RIPRODUZIONE RISERVATA

Luigi Fertonani
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