21 ottobre 2019

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18.09.2019

Le memorie di Zorzi tra favole, sogni e bimbi

Memorie d’infanzia, così sbiadite eppure così vive: Stefania Zorzi ha riavvolto il nastro dei ricordi, fino a inabissarsi in quella zona di sensazioni dimenticate e al tempo stesso familiari, lontane anni luce dal mondo degli adulti, dando vita a «un viaggio di scoperta infantile, che passa attraverso il mondo della fiaba, potente metafora della vita quotidiana, e del gioco, necessario per la conoscenza di se stessi». Il risultato è «Mädchenspiele - Giochi di bimba», mostra inaugurata l’altro giorno a Capo di Ponte nell’ambito di «Segni: Festival della Fotografia». Catapultate ora tra fili e ali di farfalle, ora nel sogno di Cenerentola, le opere della Zorzi (classe 1985, originaria di Gavardo; vive e lavora in Austria) riscoprono un universo lontano e ovattato attraverso avventure oniriche intese come passaggi di crescita individuale. Senza l’intento di una rappresentazione descrittiva delle fiabe, ma utilizzandone linguaggio simbolico e funzione, le sue fotografie lambiscono l’inconscio. Fino a sabato, ingresso libero. •

E.ZUP.
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