21 maggio 2019

Spettacoli

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13.04.2019

Leonardo Manera un padre comico separato e surreale

Il polacco Petrektek, l’imprenditore Batista e il ventriloquo Vasco: alcune delle «maschere» di Manera
Il polacco Petrektek, l’imprenditore Batista e il ventriloquo Vasco: alcune delle «maschere» di Manera

Il comico salodiano Leonardo Manera, con lo spettacolo «Il primo amore. Trasloco sentimentale di un padre, comico, separato» diretto dal milanese Marco Rampoldi, sempre più interessato al mondo della comicità, chiude stasera la stagione del teatro «Le Muse» di Flero, in via Moro 109/A. L’attore e autore ripercorre idealmente la propria vita, raccontando sia gli eventi privati sia alcuni di quelli pubblici che hanno segnato la storia degli italiani negli ultimi decenni. Dai mondiali di calcio del 1982 a tangentopoli, con tutti gli stati d’animo che ne conseguono. Dalla passione all’inquietudine, dalla speranza alla gioia, alle delusioni che inevitabilmente si incontrano nel cammino di ogni persona. GLI SCATOLONI che occupano la scena non rappresentano un trasloco materiale, ma il trasloco sentimentale, di emozioni, che un padre, anche se separato, può lasciare al figlio. Insegnandogli a ridere e a sorridere anche nei momenti più complicati, insegnandogli a navigare di bolina: ad andare avanti, cioè, anche quando la vita è controvento. «Perché in fondo, se ogni vita è il riassunto di tutte le vite, l’importante è saperla affrontare in modo seriamente comico, con la forza della responsabilità e con la leggerezza di un coriandolo nel vento». Come dire che un padre separato, non potendo stare tutti i giorni con il proprio figlio, può insegnargli qualcosa di complesso e insieme semplice come la vita. Tema delicato che lui, padre separato appunto, ha provato sulla sua pelle e gli fa scrivere sui social «Francamente non ne posso più della stucchevole retorica secondo la quale le donne si occupano sempre e comunque meglio dei figli rispetto ai padri. Io sono un padre separato e credo in tutta sincerità di occuparmi bene di mio figlio. Basta con questi luoghi comuni. La differenza la fanno le persone, e non il sesso delle persone». Ex calciatore, ex clarinettista, ex studente di Giurisprudenza, pittore per diletto, Manera (anche il cognome Bonetti è quello che risulta all’anagrafe) ha portato alla ribalta personaggi di successo come il bresciano Peter, ispirato a un inseparabile amico d’infanzia, al polacco Petrektek, protagonista di un irresistibile omaggio al cinema polacco, con Claudia Penoni nel ruolo di Cripztak, ispirato anche ai film del regista finlandese Aki Kaurismaki. Da Batista, imprenditore del Nord Est trasferitosi sull’isola di Samoa per produrre, all’alienato che urla «Adriana…Adriana», fino al ventriloquo Vasco. Ha recitato nei film «La grande prugna» di Claudio Malaponti e «Ma femme s'appelle Maurice» di Jean Marie Poiret e in tv si è fatto conoscere con tutte le sfumature di «Zelig». In «Notti amare» è stato diretto da Marco Rampoldi, come in «Italian Beauti (Viaggio in un paese di mostri)». Manera ha sempre sperimentato e cambiato personaggi e performance «per non morire di monotonia, pur nella riconoscibilità del pubblico». Spettacolo alle 21. Biglietto a 15 euro, 13 ridotto. •

Milena Moneta
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