22 aprile 2019

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08.03.2019

Ligabue, arriva «Start» «Un album essenziale»

La copertina di «Start», il nuovo album di LigabueLuciano Ligabue in concerto
La copertina di «Start», il nuovo album di LigabueLuciano Ligabue in concerto

MILANO «Un album essenziale, diretto e con quell’urgenza di raccontare che lo avvicina molto ai miei primi dischi». Parla così, Luciano Ligabue, del suo nuovo capitolo discografico composto da inediti, intitolato «Start» e in uscita oggi. «Ho la sensazione che questo sia un album in cui sono stato più diretto del solito - spiega la voce delle nuove «Polvere di stelle», «Certe donne brillano» (il nuovo singolo in uscita anch’esso oggi) e «La cattiva compagnia» - e nel quale giro meno attorno alle cose. Me la racconto di meno, diciamo. Per questo è facile che emergano più distintamente i fatti personali di cui parlo, dalla mia famiglia alla relazione con mia moglie o i miei amici. È un album che posso definire molto chiaro». Ce ne sono però anche altri, di aggettivi, con il quale il rocker di Correggio parla del nuovo arrivato, che per lui è anche «positivo ed essenziale». «Il tempo è un concetto con cui combatto da una vita - ha raccontato Ligabue - e non per niente una delle mie canzoni più famose è ’Non è tempo per noì. Spesso ci troviamo a fare i conti con un futuro del quale però non abbiamo nessuna certezza. Questa cosa è una fregatura, perchè passiamo il tempo a preoccuparci per un avvenire che non è detto sarà peggiore del presente. Alla fine cosa si rischia ad avere un sguardo positivo sul futuro? Al massimo una bella fregatura». Positività che si impone su quell’incazzatura di fondo alla quale Ligabue confessa di essere più propenso in generale. «In questo mi è d’aiuto mia moglie - spiega - che ha uno sguardo più amorevole verso il mondo e le persone. Io sono più cupo di natura. So anche di essere sfacciatamente fortunato e lo dico chiaramente, ma senza l’inquietudine che mi porto dentro non scriverei più. Come diceva Bruno Lauzi, quando sto bene esco e di certo non mi metto a scrivere». Ligabue canta il suo mondo («l’ho sempre fatto e le uniche deroghe che mi sono concesso sono state un romanzo di fantascienza come ’La neve se ne fregà e ’Made in Italy’, nel quale ho vestito i panni di qualcun altro»), quelle donne che hanno lasciato un segno, e anche gli amici, quelli di sempre e con i quali trascorre tutti i venerdì che può («con una tavolata per le cene, il biliardo, il calcio balilla, le carte e spossanti discussioni su politica, calcio e altro che lascio immaginare»). Un disco essenziale, per finire, «perchè sulla copertina c’è la mia faccia - racconta Ligabue - che non è certo quella di tanti anni fa, ma anche per il numero di canzoni (dieci) e per un titolo breve come ’Start’, che indica anche una ripartenza dopo i problemi alla voce del 2017». Il mondo del Liga, assieme alle sue canzoni storiche e a quelle del nuovo album, che è stato anticipato dal singolo «Luci d’America», tornerà anche ad essere il protagonista di un nuovo tour («il palco è la più grande dipendenza che ho e non è semplice gestirla, perchè non si può fare sempre e solo concerti» ammette), organizzato per la prossima stagione estiva negli stadi. La partenza è fissata per il 14 giugno al San Nicola di Bari, l’ultima data è quella del 12 luglio allo Stadio Olimpico di Roma. •

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