20 settembre 2019

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17.08.2019

Motta l’infaticabile: «Il mio tour infinito tra rigore e libertà»

La Rappresentante di lista: Veronica Lucchesi e Dario MangiaracaFrancesco Motta:  dopo l’avventura a Sanremo il cantautore toscano arriva alla Festa di Onda d’Urto
La Rappresentante di lista: Veronica Lucchesi e Dario MangiaracaFrancesco Motta: dopo l’avventura a Sanremo il cantautore toscano arriva alla Festa di Onda d’Urto

Dal palco dell’Ariston a quello del Gatto Nero: alla festa di Radio Onda d’Urto questa sera arriva Motta, protagonista di primo piano della nuova canzone d’autore italiana, a Brescia con il «Tra chi vince e chi perde tour», partito la scorsa primavera dopo la partecipazione a Sanremo con il brano «Dov’è l’Italia». Appuntamento alle 21, apre La Rappresentante di Lista, ovvero il duo alt-pop di Veronica Lucchesi e Dario Mangiaraca, di ritorno in città con il «Go Go Dive Summer tour». Ingresso 15 euro già dalle 19, orario di apertura ufficiale dei cancelli. Prima volta da artista principale e Onda d’Urto, ma non la prima volta in assoluto. «Ricordo la Festa come un luogo meraviglioso. Ci sono stato a suonare con Nada tanto tempo fa, forse anche in veste di fonico, ma credo sia la prima volta che partecipo da protagonista. È sicuramente una tappa speciale: girando per il Paese vedo tanti volontari che come a Brescia lavorano per la riuscita e la continuità di iniziative come queste, e sapere che ci sono rassegne e festival che durano da così tanto tempo è uno dei motivi che ci fa stare in piedi. Faccio questo lavoro anche per la gente che crede nella musica dal vivo». Quali sono le caratteristiche dello show di questa sera? «Basilarmente è una sintesi di quanto fatto in tanti anni di sacrifici, un periodo durante il quale mi sono guadagnato una sana, totale libertà espressiva che mi permette di fare sul palco quello che voglio, passando da momenti psichedelici di fortissima intensità ad altri dove invece i volumi si azzerano. Il tutto all’insegna di una dinamica che crea un racconto, di una scaletta importante in termini narrativi. Non solo una sequenza a caso, ma brani che acquistano forza in virtù di quel che c’è prima e dopo. È sicuramente uno dei tour più divertenti che abbia mai fatto: le canzoni sono totalmente sotto controllo, possiamo rigenerarle, stravolgerle, giocarci come meglio ci pare». Lei ha detto che in realtà il suo tour sta andando avanti da tre anni: cos’ha imparato in questo periodo sulla dimensione live? «Tantissimo. Soprattutto ho capito che una band affiatata con musicisti veramente forti che suonano al meglio dà un senso di verità che negli ultimi anni si è un po’ perso. E lo capisci quando vedi aumentare il pubblico, cosa non da poco». Cosa le rimane di Sanremo dopo sei mesi? «Un bel ricordo, che andando avanti nel tempo migliora. Uno schock ma anche una spinta professionale incredibile, che mi ha fatto crescere e capire cosa voglio dal mio lavoro e dalla mia vita». «Dov’è l’Italia» era il titolo del brano presentato al festival: è riuscito a darsi una risposta? «No, assolutamente. Anche perché qualche mese fa era sinceramente difficile immaginare che le cose potessero addirittura peggiorare rispetto al passato. Ma questo suo tour infinito arriverà alla fine a un capolinea? Con Brescia abbiamo ancora tre date. Poi mi fermerò, ma non per riposarmi: sto iniziando la scrittura del nuovo disco, lavorando ad altri progetti slegati dall’esperienza live, ho tante cose da fare diverse dal solito. A restar fermi ci si annoia...» Dopo il live sul palco principale la musica continua in seconda serata negli altri spazi della fiera: alla Tenda Blu il surf rock dei Freez da Vicenza (a seguire Drum and Bass Re_Union), al Fiaska Chiringuito Hog Scoop dj set, rtrmi techno-electro al Patchanka con Symbolism Showcase. • © RIPRODUZIONE RISERVATA

Claudio Andrizzi
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